2. Mi piace che Fini si rimangi tutto sul fascismo, difenda le istituzioni e si erga a baluardo della laicità in mezzo ai galoppini di Berlusc*ni. A quando la rottura definitiva? Il contrappeso è inutile, sia coerente fino in fondo.
3. La Lista Anticapitalista e Sinistra e Libertà non potevano, mio malgrado, presentarsi sotto un unico cartello alle europee: le differenze sono inconciliabili, i primi confluirebbero in Sinistra Europea, i secondi si dividerebbero tra Verdi, PSE e SE. Insomma, giusto morire ognuno per conto proprio.
4. Vendola ha sbagliato a mandare a fare in culo Gasparri. Avrebbe dovuto precisare che è un coglione, seraficamente. Mi piace fantasticarlo: "Caro Gasparri, lei è un coglione" oppure "Gasparri, è davvero coglione!" o "Io penso che lei sia un emerito coglione". E avrebbe dovuto sostenerlo con la stessa convinzione con cui Berlusc*ni dà del comunista a chiunque. Sdoganiamo l'insulto, l'offesa, è l'ultimo tabù della politica.
5. Spero che Di Pietro sbanchi. Che sottragga voti a chiunque, soprattutto a Lega e PD. Spero che un giorno diventi Presidente del Consiglio e faccia Travaglio Ministro della Giustizia. Anche se non lo voterò.
6. Volo, Chiambretti, Fazio e, soprattutto, Jovanotti non mi piacciono. Per niente. Sono furbi, ambigui e profondamente reazionari.
7. Almeno parte di Confindustria schifa ancora Berlusc*ni, giustamente considerato un parvenu. Il classico atteggiamento di chi sottovaluta il pericolo.
8. C'è un problema serio in Italia, di cui si parla troppo poco: la crisi che sta traducendo in disoccupazione il precariato. Gli industriali ringraziano Marco Biagi, i lavoratori, disorientati, non capiscono perché mai dovrebbero votare PD. Giustamente.
9. A pochi giorni dalle elezioni, il sultano ha pensato bene di rimettere a posto Rai1. Una via di mezzo tra Stalin e de Gaulle.
10. Il paese sta diventando sempre più xenofobo. Un mio amico di colore ha trovato un cartello con scritte razziste davanti alla propria abitazione, oltre ad un esplicito invito a fare le valigie e andare via. Lui fa il signore, io sono pronto a giustificare atti di violenza contro i leghisti.
