mercoledì, 25 febbraio 2009

Siberia - LXXIII giorno (Just another false alarm)

Mon è ben lieto di essere ripartito per Verchojansk, il soggiorno a Mosca, oltre a essersi rivelato del tutto inutile, non gli ha fatto bene: "Non potevo rischiare di vanificare gli effetti positivi del viaggio sulla Pravda". Il delegato del ministero, il cui nome sarebbe Iosif Dzugasvili (è l'umorismo di Mon, va preso così), ha preteso una mazzetta per facilitare l'erogazione del finanziamento. L'indignazione di Mon non lo ha scomposto più di tanto. Indignazione che è raddoppiata, quando Elena, evidentemente abituata a questo genere di richieste, ha proposto a Mon di accontentare il funzionario, considerati gli enormi vantaggi che ne sarebbero derivati. Tuttavia, Mon giura di non essersi fatto travolgere da facili moralismi, la cifra pretesa da Dzugasvili era quasi ridicola, sono stati i suoi modi ad infastidirlo. Difficile credergli.

"Le giornate con Elena sono trascorse tra alti e bassi, la vodka ha migliorato la qualità delle notti", non hanno esitato a dormire insieme, a Verchojansk non ne avevano mai avuto l'occasione, "Nessuna vera pulsione, solo alcol. In un contesto normale, come era quello di Verchojansk, non saremmo mai finiti a letto, ci è servito a non sottolineare la distanza che sempre più chiaramente ci separa. Rimpiango la presenza di Boris, ci dava più equilibrio, chissà che tornando a Verchojansk non si riesca a non odiarsi". Elena ha probabilmente avvertito l'irrequietezza di Monsignore, si è affrettata a salutare il fratello, ormai completamente ristabilito, e ha proposto di rientrare in Siberia. Monsignore ha voluto credere che si trattasse di un gesto di riguardo nei suoi confronti, probabilmente lo era. Il cinema a Verchojansk, almeno per ora, non si farà, Mon non vede l'ora di tornare a discutere con Esenin di come non deve essere un romanzo, di come non deve essere un uomo. Elena non vede l'ora di riabbracciare Boris, in un momento di debolezza ha confessato a Monsignore che le manca tanto. Monsignore non ha potuto che tacere e registrare un altro, l'ennesimo, falso allarme.

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mercoledì, 25 febbraio 2009

Epitaph for my heart

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lunedì, 23 febbraio 2009

Ruoli (e) critici

Vi invito a leggere l'ultimo post di Assante su Repubblica. E gli ultimi articoli di Fegiz sul festival di Sanremo. Le ipotesi, a questo punto, sono due: o non capiscono davvero nulla di musica e, nel delirio generale, sono a tutti gli effetti paladini della midcult, che ormai stravince su tutto ciò che viene bollato come "strano" o "difficile" solo perché richiede un minimo sforzo intellettuale (quale orrore!) o siamo di fronte ai soliti snob della sinistra pacificata con se stessa e col mondo, quella che ascolta Jovanotti, per intenderci, e trova che Fazio sia come Letterman. Freccero, a confronto, pare Voltaire.

E' vero, guardo pochissima tv, limito le mie visioni alle partite di calcio, al massimo mi concedo qualche minuto di Blob, non considero Fuori Orario televisione. Non la reggo, non riesco a perdonarle di aver attentato con metodo all'intelligenza degli italiani, l'essere stata il veicolo del berlusconismo e la badante della sinistra salottiera. Quella che è politicamente morta con le dimissioni di Veltroni, sempre più retorico e patetico. Ora è uno zombie, affidata al negromante Franceschini (!), la prossima vittima di Berlusconi, ma non è di questo che volevo parlare...

E c'è chi ha ancora il coraggio di criticare Sanremo! Come se i rotocalchi di approfondimento de La7 o i telefilm americani meritassero un briciolo d'attenzione in più! Nel frattempo le arti libere continuano a vivere la loro Resistenza, trascurate anche dalle brillanti menti del centrosinistra.

Vi faccio il nome di Sylvain George, regista indipendente francese, documentarista sperimentale che ha filmato le politiche razziste di Sarkozy nel 2005, quando era ministro degli interni. Quello che ha sposato Carla Bruni, un'italiana di sinistra. Appunto.

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mercoledì, 18 febbraio 2009
One (Berlin video)
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martedì, 17 febbraio 2009

Siberia - LXV giorno (Pioggia calda)

Mon e Elena hanno raggiunto la clinica dove è ricoverato Michail, che non è poi così grave. Trauma cranico, ematomi vari, una spalla lussata e qualche punto di sutura. Michail ha un corpo esile, sembra più piccolo della sua età, la somiglianza con Elena suscita tenerezza in chi bada a queste cose. Elena ha abbracciato forte suo fratello e Mon, pur non potendo capire la conversazione, ha preferito lasciarli soli per l'intera mattinata.
"Mi ritrovo in questa città, splendida, senza una motivazione abbastanza forte. Aprire un cinema a Verchojansk è più un gesto di gratitudine, la speranza di una scintilla, che un reale bisogno personale. Il mio unico bisogno, in questo momento, è Elena, che, in realtà, è troppo presa da se stessa per curarsi di altro ed è egoista persino quando stringe tra le braccia il fratello. Lotta per un equilibrio che la pone al centro del mondo, si serve di Boris e di me con sufficiente pietà, ma per quanto potrà andare avanti? Dice di volere, di sognare, ha sempre qualcosa da raccontare, Elena è una grande incompiuta. Pure lei. Conosce perfettamente le strade più difficili e si ostina a preferire quelle più semplici, quelle che la possono condurre verso un ordinarietà che le è necessaria, dove, appunto, lei possa apparire straordinaria. E' forte e al sicuro solo in un contesto scontato, dà qualcosa senza chiedere nulla, sembra non fare nessuno sforzo. Le parlerei più francamente, se non temessi di ferirla e se non mi accontentassi della gratitudine che riserva alla mia omertà. Se c'è una ragione per la quale continuo a inseguire chimere a trent'anni è la morbosa attrazione che provo per certe fragilità. Altra faccia della medaglia è la mia sostanziale indifferenza per chi va per la propria strada come un treno, fingendo, nella migliore delle ipotesi, l'imbarazzo di apparire troppo pragmatico. Non mi interesso a corpi e anime senza ferite, ne abbiamo parlato tante volte. Un'anima ferita può scegliere tra verità e menzogna e, credimi, non esiste nulla di più bello di un'anima ferita che cerchi la verità, allo stesso modo in cui non c'è nulla che mi deluda più di un uomo che curi le proprie ferite col letame della menzogna. E, oltrepassata una certa soglia, quell'uomo si farà insensibile al letame, irrimediabilmente compromesso e messo in salvo, al riparo dai rischi della bellezza, confortato dall'etica del compromesso, fornito di emozioni e sentimenti fossili, macabre reliquie. Parlo degli altri e parlo di me, caro Martin. Ha preso a piovere acqua calda, possibile?

Vado a prendere Elena, la porterò a mangiare qualcosa di buono, lei ha bisogno di rimettersi in forze e io ho bisogno di vederla sorridere un po'".

Domani illustreranno il loro progetto al delegato del ministero.

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lunedì, 16 febbraio 2009
Maybe this time
 
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lunedì, 16 febbraio 2009
Brain damage / Eclipse
 
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domenica, 15 febbraio 2009

All is full of love

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sabato, 14 febbraio 2009

Love letter

 

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venerdì, 13 febbraio 2009

Black

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