Siberia - LXXIII giorno (Just another false alarm)
Mon è ben lieto di essere ripartito per Verchojansk, il soggiorno a Mosca, oltre a essersi rivelato del tutto inutile, non gli ha fatto bene: "Non potevo rischiare di vanificare gli effetti positivi del viaggio sulla Pravda". Il delegato del ministero, il cui nome sarebbe Iosif Dzugasvili (è l'umorismo di Mon, va preso così), ha preteso una mazzetta per facilitare l'erogazione del finanziamento. L'indignazione di Mon non lo ha scomposto più di tanto. Indignazione che è raddoppiata, quando Elena, evidentemente abituata a questo genere di richieste, ha proposto a Mon di accontentare il funzionario, considerati gli enormi vantaggi che ne sarebbero derivati. Tuttavia, Mon giura di non essersi fatto travolgere da facili moralismi, la cifra pretesa da Dzugasvili era quasi ridicola, sono stati i suoi modi ad infastidirlo. Difficile credergli.
"Le giornate con Elena sono trascorse tra alti e bassi, la vodka ha migliorato la qualità delle notti", non hanno esitato a dormire insieme, a Verchojansk non ne avevano mai avuto l'occasione, "Nessuna vera pulsione, solo alcol. In un contesto normale, come era quello di Verchojansk, non saremmo mai finiti a letto, ci è servito a non sottolineare la distanza che sempre più chiaramente ci separa. Rimpiango la presenza di Boris, ci dava più equilibrio, chissà che tornando a Verchojansk non si riesca a non odiarsi". Elena ha probabilmente avvertito l'irrequietezza di Monsignore, si è affrettata a salutare il fratello, ormai completamente ristabilito, e ha proposto di rientrare in Siberia. Monsignore ha voluto credere che si trattasse di un gesto di riguardo nei suoi confronti, probabilmente lo era. Il cinema a Verchojansk, almeno per ora, non si farà, Mon non vede l'ora di tornare a discutere con Esenin di come non deve essere un romanzo, di come non deve essere un uomo. Elena non vede l'ora di riabbracciare Boris, in un momento di debolezza ha confessato a Monsignore che le manca tanto. Monsignore non ha potuto che tacere e registrare un altro, l'ennesimo, falso allarme.
