Siberia - LIV giorno (Codici condivisi)
Quel che è certo è che Mon, almeno per il momento, non ha intenzione di rientrare: "Non ho trovato il freddo, tutt'altro, ma perché mai dovrei lasciare Verchojansk?". Il gruppo si guadagna da vivere conducendo piccole ricerche scientifiche, finanziato direttamente dal governo russo, non si arricchiranno mai e, soprattutto, non sentiranno mai il bisogno di arricchirsi, "Non siamo lontani dal concetto di comune, siamo tutti abbastanza intelligenti da capirci e rispettarci, condividiamo tutto, non solo materialmente. Non avrei mai creduto che mi sarei trovato così a mio agio in una situazione del genere!". Mon temeva di trovarsi in difficoltà con Boris a causa di Elena, non riesce ancora a spiegare la natura di questa "nuova dimensione affettiva". Le e-mail di Monsignore sono sempre più serene e concise, la costruzione di un egoismo collettivo al di sopra dell'interesse individuale, l'amore per Elena, l'intelligenza e l'amicizia di Esenin e la rozza passione di Maria lo fanno sentire come quando passava le estati in campagna, da solo con suo nonno, attratto dall'odore dell'acqua argillosa. Ha persino ripreso a cantare. Ieri, spinto da Maria e Boris, che è un eccellente percussionista, ha improvvisato un piccolo concerto per una quarantina di persone. Grazie all'aiuto di una delle guide è riuscito a costruire un oggetto simile all'eterofono e a collegare all'amplificatore un vecchio telegrafo. Ha imparato a pronunciare il russo, che legge e canta senza tradire troppo le origini italiane, ha duettato con Elena, che ha scritto un pezzo ispirato alla tradizione popolare moscovita. Si è esibito in un lungo assolo di telegrafo, accompagnato da Esenin alla tastiera, traducendo in Morse una frase che ha inserito a metà del brano e che ha ripetuto per tre volte:
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* (per i più pigri: "fiero di avere le mani vuote")
