lunedì, 29 settembre 2008

Impressioni di settembre

Anche questo mese è andato, è cominciato il mio nono anno a Milano. La città si sta rifacendo il look, in vista, credo, dell'Expo, ci sono cantieri un po' dappertutto, forse anche la stazione di Lambrate assumerà un'aria più gradevole, rassicurante, proprio come piace alla giunta Moratti. E pazienza se rom e altri disagiati saranno spinti sempre più verso le periferie, in nome della bonifica (quando arriveranno nel ricco hinterland dell'est ci sarà da ridere!). Non so se ci avete fatto caso ma, se passate davanti alle nuove mappe della metropolitana, quelle affisse ad ogni fermata di autobus, noterete che sono apparse le linee S, come a Berlino, a coprire tutta l'area nord-ovest della città. In realtà, c'erano già...Forse andava rilanciato il suburbano...Inoltre, è spuntato il tratteggio della M5 (ma perché la 5 prima della 4? Mistero...). Più veloci, più produttivi, forza, stronzi, a lavorare, ché per premio avrete pane, sushi e zoccole laureate. Gran bella città.

Sabato una mia amica slovacca mi ha fatto notare come i ragazzini in divisa dei licei militari facciano molto Hitler-Jugend, anche lei non vede l'ora di rientrare nel suo paese.

Ieri abbiamo perso il derby, sono ancora seccato, ma non tanto del risultato quanto del modo in cui è arrivato. Prendere un gol da un giocatore in sovrappeso è umiliante, Mourinho avrà da riflettere. All'Inter non è di certo mancata la personalità, per lunghi tratti ha dominato a centrocampo, peccato non essere riusciti a concretizzare. Ibra è parso un po' stanco, mentre Quaresma sembra non aver ancora capito dove si trova, valeva la pena giocarsi la carta Balotelli. Il Milan si era già ripreso la scorsa settimana, tornando ad un modulo più equilibrato, soprattutto grazie al reinserimento di Seedorf. Qualche nota non proprio tecnica:

1)Quando Mourinho parla, ha sempre ragione, motivo per cui non commenterò più le sue esternazioni. Le sue squadre non applicano una tattica (guai a parlarne!) bensì una "filosofia di gioco". Mi adeguerò.

2)Abbiati si è dichiarato fascio, ma ha preso le distanze dalle leggi razziali e dall'alleanza con Hitler, è davvero un forzaitaliota moderno. Spero che qualche tifoso del Livorno prima o poi lo picchi fuori dallo stadio, magari martellandogli le mani, e poi lo purghi.

3)Materazzi è riuscito nell'unica impresa che gli mancava, farsi espellere dalla panchina. A proposito del punto 1, perché i tifosi dell'Inter vengono squalificati quando cantano cori razzisti (e ci mancherebbe!), mentre ai tifosi delle altre squadre è concesso insultare Materazzi e la sua mamma morta? Non sono un po' tutti prevenuti nei suoi confronti, visto che tutta la panchina nerazzura ha dato del cornuto all'arbitro, molto probabilmente a ragione, dopo il fallaccio di Flamini su Adriano in piena area di rigore?

Infine, sapete che volevano farmi insegnare per un anno in un liceo scientifico? Quando si dice allevare una serpe in seno...

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mercoledì, 24 settembre 2008

Mafia

Ci penso da un po'. Mafioso è colui che costruisce attorno a sé consenso e riconoscenza e ne fa merce di scambio, i reati non contano nulla. Dopo l'ultimo scandalo siciliano, come faccio a non appellarmi alla lotta armata? E tutti i siciliani che hanno votato per Lombardo devono ritenersi complici di questo scempio civile, che continuano a portare avanti con l'arroganza che è loro propria. Partiti costituiti ad hoc per saccheggiare le casse regionali e veicolare il potere verso vecchie e nuove clientele, esattamente alla maniera di Cosa Nostra. Il "progetto" di Veltroni è utopia, non si può costruire una società meritocratica, specialmente dove il costume culturale della verità, sentimento che dovrebbe appartenere alla sinistra, viene stravolto da barbare scale di valori. Non mi meraviglia che lì dove il sopruso è medaglia e l'onore si fa violenza lo stato delle cose venga alimentato e perpetuato, nel tempo, nelle legislature e nelle persone. I figli di quelli che hanno ammazzato Impastato sono oggi la classe dirigente siciliana, di matrice democristiana, e che hanno stretto un patto d'acciaio con Forza Italia. Si è immediatamente instaurato un profondo rapporto di amicizia, fatto di favori e comprensione reciproca, e le assunzioni facili non sono che il coronamento di questo idillio.

Da una parte c'è un governo che mette in crisi trecentoquarantamila (340.000) precari del settore scuola, proponendo loro di riciclarsi in non meglio specificate attività (come la Carfagna?), dall'altra lo stesso che lascia fluire nel gorgo dello sperpero siciliano fondi nostrani ed europei, con tanto di nomine, incarichi e giustificazioni. L'unica preoccupazione è quella di regalare Alitalia ad un manipolo di banditi, per fregiarsi del titolo di salvatori della compagnia di bandiera, a scapito di ventimila (20.000) lavoratori, che fino a ieri erano serviti per gonfiare una fabbrica di voti, a sua volta svuotata come una sac à poche nel progetto mafioso-lombardo (questa volta con la minuscola) di Malpensa.

Peccato che il collasso della civiltà non vada di pari passo con quello del sistema politico ed economico.  Il comunismo è crollato perché non si reggeva economicamente, il capitalismo si fonda sull'ingiustizia, che, invece, è sempre economicamente favorita. Ma il meccanismo è imperfetto, qualcosa cambierà.

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domenica, 21 settembre 2008

Niente da fare

Soshun è un film sfigato, la mia copia ha l'audio fuori sincrono.

In questi giorni ho visto Faroucki alla Triennale e Amir Naderi, il regista iraniano più famoso dopo Kiarostami. Tra l'altro, pare che il suo ultimo film (Vegas, ndMon) sia piaciuto molto a Venezia. Credo che per il prossimo KinoKino butterò giù qualcosa su Il corridore (1985).

Nel frattempo, sto scoprendo von Kleist, Michael Kohlhaas: "Il mondo ne avrebbe dovuto benedire la memoria se egli non avesse ecceduto in una virtù. Il senso della giustizia fece di lui un brigante e un assassino". Splendido.

Avete presente il mio ultimo elenco? Bene, forse avrò l'occasione di soddisfare uno dei punti. No, non il decimo, tranquilli.

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martedì, 16 settembre 2008

Time

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way
 
Tired of lying in the sunshine, staying home to watch the rain
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun
 
And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death
 
Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the english way
The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say

P.F.

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martedì, 16 settembre 2008

La crisi del Milan

Smetto i panni dell'interista e metto quelli dell'appassionato di calcio distaccato e oggettivo. Il Milan ha cominciato il campionato in maniera disastrosa e, a mio avviso, sono quattro le ragioni principali per cui questo si è verificato:

1)Campagna acquisti mediatica. L'acquisto di Ronaldinho, in realtà mai desiderato da Ancelotti, che continua a rispondere sì a qualunque capriccio societario, si è rivelato un bluff come quello di Ronaldo. Era facile da prevedere. Zambrotta poteva essere utile, ma le sue ultime prestazioni degne di nota risalgono al mondiale tedesco.

2)Appagamento. Nella rosa del Milan quasi tutti hanno vinto almeno una Champions League e in 8 (!) i mondiali (12 se consideriamo anche gli ex Cafu e Ronaldo, che ne hanno vinti due a testa). Inoltre, tre giocatori sono stati palloni d'oro e quasi tutti hanno vinto premi individuali più o meno importanti. Emblematico il caso di Pirlo, il mio preferito: negli ultimi 5 anni ha vinto tutto, inclusa una medaglia alle olimpiadi di Atene.

3)Età media e logorio fisico. Maldini, Favalli, Kalac, Emerson e Inzaghi sono a fine carriera, mentre altri giocatori chiave sono affatticati o bloccati da problemi fisici più o meno seri (Nesta, Gattuso...)

4)Carenze tattiche. Ammesso che tutti i giocatori possano riguadagnare uno stato di forma almeno accettabile, Kakà e Ronaldinho insieme non hanno mai funzionato nelle partite che contano, neanche in nazionale. Inoltre, Flamini rischia di essere un clone di Pirlo molto più che una valida alternativa a Gattuso. Ancelotti si aspetta la spinta sulle fasce dai terzini e un centrocampo affollato di funamboli rischia di abortire la manovra, oltre che di lasciare la traballante difesa in balia degli avversari. Seedorf garantirebbe un maggiore equilibrio e molta più corsa, ma vallo a spiegare al presidente...

In ogni caso, rimettendo i panni dell'interista, mi auguro che la situazione non cambi prima del 28 settembre. E credo proprio che non cambierà.

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lunedì, 15 settembre 2008

Solo lunedì...

...E già mi sono rotto il cazzo.

Leggevo che quelli del Catania se la sono presa con Mourinho, il quale aveva dichiarato che la partita di sabato poteva terminare 5-1 (tanto i siciliani erano inconsistenti, ndMon). Ho visto il secondo tempo della partita e trovo che Mourinho abbia perfettamente ragione, ma non è l'aspetto tecnico che mi interessa. Non credo affatto che in quelle parole non ci fosse rispetto per il Catania, la città, il paese che lo ospita, come oggi ha farfugliato Lo Monaco: lo Speciale ha detto le cose come stanno, cioè che non c'è paragone tra le due squadre, una banalità, se volete. Il capolavoro dell'ad dei siciliani, in realtà, sta nell'affermazione successiva: "non siamo un popolo che si può imbonire con le chiacchiere". Dio Anubi. E Cuffaro chi l'ha eletto? Io? Forse la partita poteva terminare 10-1.

(Prevedendo un'invasione di commenti di siciliani permalosi, faccio guerra preventiva alla polemica e mi dichiaro supertifoso di tutte le squadre siciliane, grande ammiratore delle bellezze di Taormina, amante della cassata e dei cannoli.)

Sì, l'ho letto lo scambio di letterine tra D'Avanzo e Travaglio. Da che parte sto? D'Avanzo scrive molto meglio, ma mai polemica mi è parsa più inconsistente. Non è da giornalisti dire che Schifani ha la dignità di un verme? Allora diciamo che Schifani non è degno di essere Presidente del Senato. Che sia mafioso va dimostrato, va bene, ma che sia uno dei tanti sciocchi tirapiedi di Berlusc*ni è un dato di fatto. Altro che "parità di situazione" con Travaglio...

Voglio emigrare in un paese migliore.

P.S. Ieri ho visto Trafic di Tati. Mi manca solo Parade, ma posso farvi la mia classifica parziale dei suoi film.

1)Playtime

2)Mon oncle

3)Jour de fete

4)Trafic

5)Les vacances de Monsieur Hulot

C'è chi va piano e chi va veloce. Io voglio andare piano, anzi, pianissimo, come Hulot.

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mercoledì, 10 settembre 2008

Homopitecus

Sono sempre stato affascinato dal fenomeno Antonio Rezza. Ricordo i suoi esordi televisivi, quando assumeva le forme di strani personaggi che si esprimevano con vocine stridule da lenzuola strappate, mi divertiva un mondo. E continua a divertirmi. Purtroppo sono riuscito a vedere a teatro solo l'ultimo pezzo della sua tetralogia, Bahamut, nel quale si è dimostrato, come al solito, straordinario performer (e non attore!). Sull'onda dell'entusiasmo, ho recuperato i suoi corti, divertenti ma inutili, belli solo nella misura in cui si gode, appunto, delle sue performance. All'apice del mio personale approfondimento su Rezza, PC mi ha regalato il suo ultimo (!) romanzo, Credo in un solo oblio, con l'esplicita autorizzazione a distruggerlo nel caso non mi fosse piaciuto, tradendo una forte diffidenza nei confronti dell'autore. Non ho mai polverizzato un libro, ma questa volta ne avrei avuto ben donde. Antonio Rezza è un personaggio tormentato, ha, come dice lui, il petto troppo stretto per il male che porta dentro, ma che senso ha scrivere un libro, se si ha un ego così grande e invadente? Il commento iniziale di Elio dice tutto: in pratica, consiglia all'amico Antonio di scriversi i commenti da solo. La prima persona, i riferimenti autobiografici, quest'Io che domina il testo dall'inizio alla fine intontisce. Da che pulpito, direte voi, ma questo è un blog, mica un romanzo! Lo stile è disomogeneo, il caos eccessivamente controllato e il delirio generale risente, a mio avviso, della mancanza di una forma realmente appropriata. Qualche verso e quella strana pazza voglia di favellar forbito non sempre si rendono sopportabili. Se finiremo di paragonarlo a Bene, forse lo aiuteremo a dedicarsi solo al teatro, dove dà il meglio di sé.

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martedì, 09 settembre 2008

Elenchi (6)

Le mie cose da fare prima di morire:

1)Mangiare il pesce palla con una goccia di veleno

2)Girare un corto

3)Fare una reunion con la mia ex band

4)Scrivere un libro

5)Andare in Cina, India, USA, Africa nera, Cambogia, Norvegia, Perù e Antartide

6)Vincere la Champions League

7)Mollare il posto di lavoro, dicendo "non ho più bisogno di voi"

8)Vedere tutti i film dell'archivio della Curia

9)Candidarmi alle elezioni con una forza di estrema sinistra e vincerle

10)Mettere al mondo un figlio

Sono in ordine di difficoltà, dal primo, abbastanza facile, all'ultimo, per il quale ci vuole troppo coraggio. Oltre che una persona consenziente.

 

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lunedì, 08 settembre 2008

Leggete qui

per capire come ci vede un occhio indipendente.

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lunedì, 08 settembre 2008

Cinepercorsi

Non mi sono mica fermato, anche se l'estate non è mai stata una stagione propizia per le visioni. Ieri avrei voluto fare un altro passo avanti con l'integrale Ozu che ormai porto avanti da un anno, peccato che per un problema logistico a me non imputabile la mia copia di Inizio di primavera non fosse in Curia e che non avessi voglia di saltare al film successivo. L'obiettivo di fine anno potrebbe essere, appunto, recuperare tutto il materiale prestato a mezzo mondo cinefilo, ché alcuni film sono spariti dall'archivio da quasi due anni.

D'estate può andar bene Truffaut, che, tuttavia, non ho mai considerato particolarmente geniale, idea più che condivisa anche al di là della Curia. Secondo me, è il regista dei cinefili in erba, quelli che si scoprono esigenti dopo quindici anni di televisione idiota e decine di orribili film di Natale. In effetti, qualunque film di Truffaut, anche il meno riuscito (ma non credo che ve ne siano davvero di brutti) resta un pianeta avanti a qualunque prodotto di facile consumo. Non che Truffaut sia difficile, tutt'altro. Pur avendo contribuito a creare lo stereotipo del cinema d'autore nell'immaginario comune, il suo cinema resta lontanissimo dagli intellettualismi che spaventano l'uomo della strada. I suoi film sono zeppi di citazioni formali, in qualche caso veri e propri saccheggi del materiale di Hitchcock, ma non si tratta di manierismi. Sono omaggi, dichiarazioni d'amore, probabilmente. Mi ha divertito molto La nuit américaine (Effetto notte), un film un po' ingenuo per chi abbia una conoscenza un po' meno superficiale del cinema d'autore, ma sufficientemente semplice e ritmato da piacere persino a quelli dell'Academy, che lo premiarono con l'Oscar. L'Oscar, come diceva qualcuno, è un incidente di percorso nella vita di un cineasta, ma non toglie dignità al film. Proprio ieri, mentre eravamo in seduta quasi plenaria e celebravamo le nostre scorribande estive in giro per l'Europa, ci è venuta in mente la sequenza più bella: Truffaut, nella parte di se stesso, telefona a Delerue per chiedere se ci sono novità sul tema della scena della piscina: mentre il regista ascolta per telefono (!) la musica, scorre tra le mani i suoi libri di cinema, di cui vengono inquadrate le copertine. I nomi potete immaginarli, Bresson, Ford e tutti i più grandi. Il tema della piscina è il tema del film, che diventa il tema del cinema e si annullano tutte le differenze tra rappresentato (io narrante) e vissuto, metacinema dolce ma efficace.

Ieri, infine, qualche problema tecnico, le apparecchiature vanno risvegliate dal letargo. Mentre tentavo di eliminare la polvere dal dvd-recorder (gloria in te Domine), soffiando nell'apertura del carrello fino all'iperventilazione, PC ha pensato bene di suggerirmi di provare da dietro. In realtà, pare intendesse "sul retro". Il resto è comica trivialità.

P.S. Finalmente ho capito il senso del wasabi...

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