lunedì, 30 giugno 2008

A rainy night in Soho

I've been loving you a long time
Down all the years, down all the days
And I've cried for all your troubles
Smiled at your funny little ways
We watched our friends grow up together
And we saw them as they fell
Some of them fell into Heaven
Some of them fell into Hell

I took shelter from a shower
And I stepped into your arms
On a rainy night in Soho
The wind was whistling all its charms
I sang you all my sorrows
You told me all your joys
Whatever happened to that old song
To all those little girls and boys

Now the song is nearly over
We may never find out what it means
But there's a light I hold before me
And you're the measure of my dreams
The measure of my dreams

Sometimes I wake up in the morning
The gingerlady by my bed
Covered in a cloak of silence
I hear you in my head
I'm not singing for the future
I'm not dreaming of the past
I'm not talking of the first time
I never think about the last

Now the song is nearly over
We may never find out what it means
Still there's a light I hold before me
You're the measure of my dreams
The measure of my dreams

SMG

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lunedì, 30 giugno 2008

Progetto videoclip (1)

Nè Fantasia nè MTV, qualcosa in cui immagini e musica siano pari, davvero sullo stesso livello.

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lunedì, 30 giugno 2008

Eurocopa

L'hanno vinta loro, meritatamente. Noi siamo tornati a casa abbastanza presto, rinunciando a giocare. Un po' mi dispiace per Donadoni, non credo che Lippi avrebbe fatto di meglio. Sì, lo so, questi discorsi non hanno senso. Ad ogni modo, congratulazioni a Fabregas e soci. A proposito di Europa, c'è un cambio di programma: confermato il tris di Francia, annullato il bis di Cechia, rimpiazzato da un bis di Germania. Ma niente Baviera, stavolta, vado in Prussia, come dice mia nonna, che pure non è una Hohenzollern. Credo che sia meglio non farle sapere nulla, lo prenderebbe come un tradimento. L'unico prussiano buono è quello morto, dice lei (davvero!).

Ho dedicato l'ultimo sabato a Matteo Garrone, tanto prima o poi mi sarebbe toccato parlarne. Un po' per snobismo, un po' per sincera curiosità, un po' per opportunità (questo passava il convento, vale a dire la Cineteca), diciamo subito che (sembro Mollica, dio o chi per lui ce ne scampi) ho preferito vedere due film che hanno preceduto Gomorra. Non si può non notare che L'imbalsamatore (2001) e Primo amore (2004) sono dei buoni film, anche se non si tratta di opere di regia. Film d'atmosfera, ultranarrativi, in qualche caso un po' autoindulgenti ma sempre apprezzabili. Degne di nota sono la fotografia e l'interpretazione di Peppino (il protagonista) nel primo e la vocazione horror del secondo. La sensazione che ho avuto è che i movimenti di camera, come spesso accade nel cinema italiano, siano semplicemente frutto del caso o di un capriccio estemporaneo del regista, in pratica non v'è quasi mai una consapevolezza formale, almeno per quanto riguarda le inquadrature. Certo, alla fine ci si fa prendere dalla storia, quindi il cinema c'entra poco, e non sempre Garrone vola alto, però, nella desolazione generale che ci offre il cinema di casa nostra, proviamo ad accontentarci. Ora che anche il duo Ciprì e Maresco si è sciolto, ci restano solo Benvenuti e la coppia Gianikian-Ricci Lucchi. Poi, in basso, molto più in basso, il buon Garrone...

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lunedì, 23 giugno 2008

(I'll love you) Till the end of the world

It was a miracle I even got out of Longwood alive,
this town full of men with big mouths and no guts;
I mean if you can just picture it,
the whole third floor of the hotel gutted by the blast
and the street below showered in shards of broken glass,

and all the drunks pouring out of the dance halls
staring up at the smoke and the flames;
and the blind pencil seller waving his stick
shouting for his dog that lay dead on the side of the road;
and me, if you can believe this,
at the wheel of the car
closing my eyes and actually praying;
not to God above but to you, saying:

Help me, girl; help me, girl
I'll love you till the end of the world
With your eyes black as coal
and your long dark curls

Some things we plan,
we sit and we invent and we plot and cook up;
others are works of inspiration, of poetry;
and it was this genius hand that pushed me up the hotel stairs
to say my last goodbye
to a hair as white as snow and of pale blue eyes
[saying:]
I gotta go; I gotta go,
the bomb in the bread basket are ready to blow

in this town of men with big mouths and no guts,
the pencil seller's dog, spooked by the explosion,
leaping under my wheels as I careered out of Longwood
on my way to you waiting in your dress,
in your dress of blue

I said:
Thank you, girl; thank you, girl
I'll love you till the end of the world
with your eyes black as coal
and your long, dark curls

and with the horses prancing through the fields,
with my knife in my jeans and the rain on the shield;
I sang a song for the glory of the beauty of you
waiting for me
in your dress of blue

Thank you, girl. Thank you, girl
I'll love you till the end of the world
with your eyes black as coal
and your long, dark curls

N.C.

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sabato, 21 giugno 2008

www.kinokino.it (nuovo numero)

15°. Partecipo alla monografia su Fassbinder.

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venerdì, 20 giugno 2008

Un passo alla volta

Pazienza, fortuna, bravura e onestà altrui ci hanno portato ai quarti di finale. Troppo inconsistenti i francesi per le verticalizzazioni di Pirlo e la concretezza di De Rossi. In realtà, non abbiamo giocato una grande partita, Zambrotta pare sempre affaticato, Toni è inguardabile e continuo a nutrire seri dubbi sulla tenuta della coppia difensiva centrale. Meno male che c'è qualcuno che porta avanti la baracca.
Ora la Spagna. Dobbiamo volare bassi, loro, in questo momento, ci sono oggettivamente superiori, soprattutto in attacco. Il loro punto debole sono Puyol e Sergio Ramos, forse varrebbe la pena puntare su Cassano e Perrotta. Forti della loro abilità nel palleggio, metteranno in crisi il centrocampo che Donadoni dovrà allestire, viste le assenze forzate di Pirlo e Gattuso. Spero che non insista con Ambrosini, troppo indisciplinato tatticamente. Ci manca proprio colui che è stato lasciato a casa per ultimo, vale a dire Montolivo. La chiave per non perdere potrebbe essere bloccare i rifornimenti ai due fenomeni Villa e Torres, serve, quindi, una grande prova dei mediani. Panucci invidia Zapatero, ma dice che vinceremo noi. Bella consolazione del cazzo.

Settimana pesante, specie quando mi è toccato spiegare ad un uomo che ha più del doppio della mia età i (finti) motivi per cui è stato fatto fuori o quando ho scoperto che anche dove si crede che regni l'efficienza ci sono fannulloni superpagati e intoccabili. E mi torna la voglia di fare il parassita statale.

Nota a margine: se uno stronzo subisce un'ingiustizia, è questa meno ingiusta? Secondo me, assolutamente no. Però mi fa sentire meglio.

P.S. Vacanze lunghe, variegate ed intense, anche se alla fine è stata scartata l'ipotesi Finlandia, troppe zanzare. Farò il tris di Francia e il bis di Cechia, stavolta a compagnia invertita. Ossessivo? No, sono diverso, sarà come non esserci mai andato.

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lunedì, 16 giugno 2008

Sulla pseudocinefilia

Torno sull'argomento e lo faccio nel periodo in cui a Milano si può avere un'idea di quanto proiettato a Cannes. Ieri sono andato a vedere l'ultimo di Garrel (La frontière de l'aube, per la cronaca), ma non è del film in sé che voglio parlare. Avevo letto le "critiche" su Internet e, soprattutto dopo la visione del film, sono stato assalito da un profondo senso di disgusto. Non perché fossero giuste o sbagliate, belle o brutte, ma perché non erano critiche! La pseudocritica internettiana è costituita regolarmente da:

1)Una più o meno dettagliata descrizione della trama (che con Garrel c'entra come i cavoli a merenda);

2)Se trattasi di film francese, una lista di stereotipi ("intellettualismo", "profondità" che "maschera la banalità"...Come se la banalità andasse mascherata. Ha ragione PC quando dice che, se la vita è banale, è da stolti pretendere la rappresentazione dell'eccezionale da un film...);

3)Qualche riferimento agli "ultimi" film dell'autore (tradotto=i soli che lo pseudocritico ha visto. Nella fattispecie, sembra che Garrel abbia cominciato a far film nel 2001 e non nel 1964...);

4)Una tendenza a chiamare Nouvelle Vague tutto ciò che non viene incontro alle aspettative di chi soffre cinque giorni per distrarsi nel fine settimana (Garrel è nato nel '48, forse è figlio della Nouvelle Vague, ma se ne è affrancato da un pezzo!);

5)Una totale incapacità di cogliere elementi propri dell'autore (grana della pellicola, autobiografismo, vuoti narrativi...). Si fermano al bianco e nero, che definiscono "bellissimo" (perché è bianco e nero, mica per altro!);

6)Gente che parla, parla, parla, parla e ancora parla. Senza sapere e, soprattutto, senza neanche tentare di capire.

Fottetevi, cari pseudocritici, La frontière de l'aube è una pellicola, una serie di fotogrammi, non un (foto)romanzo. Tornate nei cineforum.

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sabato, 14 giugno 2008

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sabato, 14 giugno 2008

Sulla Francia...

...Mi sono sbagliato. Il centrocampo francese, bollito almeno quanto il nostro, a sostegno del fantasma di Henry, è stato ridicolizzato dalla SuperOlanda di Van Basten. Incredibile la giravolta di Van Nistelrooy che ha dato il via al raddoppio arancione. Insieme alla Spagna, sono loro, a questo punto, i favoriti per la coppa. Noi siamo andati abbastanza male anche con la Romania, troppo piccolo il passo in avanti rispetto alla partita con l'Olanda. Non capisco perché Donadoni consideri Aquilani l'ultimo dei centrocampisti a disposizione, il solo De Rossi non è bastato a migliorare la qualità del nostro gioco. Grosso è in gran forma, mentre Zambrotta pare un giocatore consumato (non a caso è finito nel cimitero degli elefanti del Milan), Pirlo continua a fare reparto da solo e Del Piero, tanto per cambiare, in nazionale delude. Bene, invece, Panucci e Chiellini centrali, anche se fa strano vedere quattro terzini di ruolo sulla linea difensiva. Forse, a parte l'incognita Perrotta, non si poteva mandare in campo una formazione migliore e la Romania è piena di elementi talentuosi. Il pareggio vale mezza eliminazione, mi chiedo perché mai l'Olanda dovrebbe farci il favore di non perdere con la Romania, ammesso che noi mercoledì prossimo si vinca.

P.S. Giovedì il rarissimo Milestones (1975) in Cineteca, restaurato e recentemente presentato a Cannes. Roba, ahinoi, d'altri tempi.

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lunedì, 09 giugno 2008

Cominciamo bene

Mi viene male dire che l'avevo detto. L'Italia a (finta) trazione anteriore varata da Donadoni ha subito la grande organizzazione di gioco degli olandesi, micidiali in contropiede, guidati dalla stella di Sneijder. Il bergamasco, a mio avviso, ha sbagliato formazione (ma non diteglielo, è molto permaloso!), rinunciataria in partenza con Ambrosini al posto di De Rossi e Gattuso non in forma: Aquilani e De Rossi avrebbero garantito maggior dinamismo e una manovra più propositiva. Scarso anche l'apporto di Zambrotta e Camoranesi, talvolta irritante con le sue giocate inutili.

Il primo gol degli olandesi è il frutto di un pasticcio tra Buffon e Panucci, ma la marcatura era regolare, semmai bisognerebbe chiedersi perché Van Nistelrooy è stato lasciato solo al centro dell'area. In ogni caso, la partita si è decisa in quel momento.

L'ingresso, peraltro tardivo, di Del Piero e Cassano ha aggiunto fantasia e dato un senso ai lanci di Pirlo, espondendoci tuttavia alle loro letali ripartenze. Forse siamo stati anche un po' sfortunati. Toni, Grosso e Pirlo hanno avuto tre nitide occasioni per fare gol, con i primi due che hanno però commesso gli errori tipici di chi non è esattamente un giocatore tecnico.

Ora ci vorranno due mezzi miracoli, la Romania non scherza e la Francia, nonostante le ripetute mutilazioni cui è stata sottoposta da Domenech, punta diritto al trofeo, con buona pace dei suoi detrattori, Dossena in primis.

Si profilano vacanze anticipate per gli eroi (?) di Berlino.

P.S. A buon punto con l'integrale Ozu, vi segnalo Il tempo della mietitura (aka Inizio d'estate), 1951. Come diceva Ghezzi, Ozu è infinito, nel senso che vorremmo non finisse mai.

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