mercoledì, 30 aprile 2008

Levatacce e altri discorsi

Stamattina mi sono dovuto alzare ad un orario improponibile, le sei e mezza. Avevo un appuntamento esattamente due ore dopo, ma, guarda un po', le persone che avrei dovuto incontrare mi hanno tirato un pacco colossale, posticipando l'incontro alle undici. Sono in ufficio dalle otto, ho un sonno che potrei svenire da un momento all'altro e alle due e mezza devo trovarmi nel mio secondo ufficio (eh già, la scalata sociale si fa anche accumulando postazioni...). Sognavo di essere il subcomandante Marcos e mi ritrovo a fare il Julien Sorel de noantri, ma è un gioco e nulla più. Il fatto è che mi viene bene, la gente si fida facilmente del sottoscritto, faccio il mio dovere senza affaticarmi troppo, levataccia di stamane a parte. A volte mi chiedono in cosa consista esattamente il mio lavoro. Provo a descriverlo, senza pubblicare dettagli pericolosi. Immaginate un'azienda molto grande, molto famosa, senza particolari problemi di bilancio perché oltremodo tutelata, che da un giorno all'altro decide di fare le cose diversamente. Immaginate, senza dimenticare quello che avete immaginato prima, di dovervi porre tra l'incudine e il martello costituiti da due o tre personaggi molto potenti che spingono in direzioni opposte e di dover mediare desideri antitetici, ma con una difficoltà in più: mentre gli altri barano, io sono obbligato a rispettare (e far rispettare) le regole. Da quando ho capito che mi si chiede di fare l'ariete dell'una o dell'altra parte ho preso le misure a tutti. Un lavoro di relazione, insomma, e che mi fa produrre quintali di carta molto spesso inutile. Quando non ne ho le scatole piene, penso che sia il lavoro perfetto per me, disegnato attorno alla mia personalità, quando non ne posso più, penso di trasferirmi altrove, di cambiare vita. Rileggendo, viene fuori la rappresentazione di un'esistenza di una banalità sconcertante.

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lunedì, 28 aprile 2008

Le strade che conosco

Dissolve me like sugar
if you find the time for it
do it gently and swiftly
by sleight of hand
or simply with a single look
it was all there once before
best you do it while I’m still dancing
still dancing
still dancing
You breathe like a spark incorporeal inside me
Addiction to desire is the only energy

C.E.

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venerdì, 25 aprile 2008

63°

14.30, Porta Venezia

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martedì, 22 aprile 2008

Palle sulle Alpi

In Austria e Svizzera ci porterei Buffon, Amelia, Toldo, Panucci, Oddo, Cannavaro, Materazzi, Barzagli, Zambrotta, Grosso, Pirlo, Ambrosini, Gattuso, Aquilani, De Rossi, Camoranesi, Perrotta, Del Piero, Toni, Di Natale, Cassano, Inzaghi, Quagliarella. Sono pronto a scommettere che venti di questi ventitré ci saranno, resteranno fuori il vecchio portiere e due tra Cassano, Inzaghi e Panucci. Rispetto ai Mondiali mancano il ritirato Peruzzi, due pippe come Zaccardo e Barone, un giocatore spento e appagato come Gilardino, il rimpiazzabile Iaquinta e i due fragili altezzosi, Nesta e Totti. Potenzialmente, questa nazionale è più forte di quella di un paio di anni fa, a patto che tutti riescano a conservare per i prossimi due mesi lo stato di forma attuale. Se Donadoni punterà sul modulo a tre punte, senza centravanti tecnici, alla maniera italiana, Di Natale e Camoranesi saranno quasi insostituibili, altrimenti la coppia Cassano-Toni mi sembra quella meglio assortita, magari con alle spalle un rombo robusto (Pirlo, Gattuso, De Rossi, Perrotta) o fantasioso (Pirlo, Aquilani, De Rossi, Camoranesi) per lasciare ai due fluidificanti spazio per qualche scorribanda sulle fasce (Oddo e Zambrotta, per forza). Del Piero è in condizioni eccellenti, ma non ha mai dato il meglio di sé in questo genere di competizioni, mentre forse Panucci è un compromesso migliore di Chiellini. Meriterebbe un posto anche Montolivo, peccato che Pirlo non perda un colpo e che Perrotta non sia sacrificabile, essendo l'unico giocatore italiano nel suo ruolo. E' da considerare anche Cristiano Zanetti al posto di Ambrosini. Materazzi potrebbe farci sentire la mancanza di un centrale difensivo pulito negli interventi e davvero bravo nell'impostazione, speriamo che riprenda a segnare.

 

P.S.

Ieri ho visto Il Pifferaio di Hamelin di Jiri Barta (Krysar, 1985), splendido. Il cinema d'animazione è un punto d'arrivo.

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martedì, 15 aprile 2008

Ci è crollato un secolo addosso (non c'è spazio per noi)

Siamo tutti extraparlamentari, noi che abbiamo voluto resistere fino alla fine e che continuiamo a difendere le nostre scelte. Da anarchici, da comunisti, da critici della politica neoliberista che fa rima con riformista, persino da socialisti e da laici. Siamo fuori dall'organo che rappresenta un paese che mai come ora è stato degnamente rappresentato. Le forze conservatrici, quelle del compromesso bipolare, hanno fatto l'en plein, col senno di poi il risultato elettorale mi pare scontato. Il centrosinistra di Veltroni, annacquato e reso sopportabile alla maggioranza degli elettori di centro, piace persino a Berlusconi, è l'opposizione ideale, quella che le destre hanno pesantemente contribuito a costruire nel corso degli ultimi dieci anni. Da domani tutto ciò che sta a cuore a quelli come noi sarà delegato ai rappresentati della grande borghesia industriale, agli amici dei banchieri, a cattolici e liberali che si sforzano di dare una forza morale al loro pragmatismo capitalista. Siamo rimasti fuori tutti, ai margini come Lotta Continua e Potere Operaio, come gli amici de Il Manifesto, con la colpa di continuare a sentire il peso del mondo sulle nostre spalle.

I vari Bertinotti, Diliberto (con delega all'operaio), Pecoraro, Mussi, Boselli hanno fallito miseramente, Ferrando e Turigliatto si aggirano negli elenchi degli esclusi come anime morte che danno loro il benvenuto, il de profundis durerà diverse settimane. Hanno perso le persone, i partiti, le dirigenze troppo appesantite dagli incarichi istituzionali delle ultime legislature, coloro i quali troppo tardi si sono accorti della necessità di rimuovere il bavaglio, ma non possono aver perso le idee. La nuova stabilità, o governabilità, come amano dire i manager, è al momento la migliore garanzia per il nostro sistema economico; nulla, perlomeno dall'interno, potrà più turbare il lavoro dei restauratori, ma non abbiamo alcuna voglia di farci seppellire. Proprio a quarant'anni dal maggio della speranza, annientata ogni velleità di celebrazione nostalgica, si rende indispensabile una riflessione profonda. Ora ci servono onestà e autocritica, ma questa non è democrazia, è roba da fabbrica del consenso.

 

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lunedì, 14 aprile 2008

Il manifesto, 1972

«Nel quadro di generale spostamento a destra prodotto dal cedimento riformista al ricatto della classe dominante, il nostro insuccesso testimonia le difficoltà del movimento, ci chiama a combattere di più, col pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della ragione».

Resistiamo.

 

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domenica, 13 aprile 2008

Ancora più KinoKino

Il numero 14 è uscito e c'è una novità: anche KinoKino ha il suo myspace:

http://www.myspace.com/ilcammellodikinokino

Vi ricordo il sito:

http://www.kinokino.it

Cresce piano ma forte.

 

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sabato, 12 aprile 2008

Ancora qualche ora prima del ritorno di Ubu

Tira una brutta aria, anche qui in Salento. La campagna elettorale non è stata feroce come due anni fa, ma i facinorosi del centrodestra sanno bene come comprare i voti. Qui le elezioni si vincono assicurandosi il voto dei poveri e dei corruttibili: costano poco e sono moltissimi. Una scarpa prima del voto e un'altra dopo, così si faceva quando ero bambino, una banconota da centomila, un piccolo elettrodomestico, la promessa di un posto da operatore ecologico e, nei casi più estremi, un paio di chili di pasta valevano i voti di una famiglia intera. Questa è la ragione per cui sono molto perplesso sulla reintroduzione del voto di preferenza, la causa dell'innescarsi del meccanismo perverso. Veltroni va abbastanza di moda, è vero, così come è vero che ha recuperato parecchio terreno, soprattutto grazie alla stanchezza del suo avversario, ma non ce n'è e non potrà essercene. Temo che saranno almeno sei o sette i punti percentuali di distacco che consegneranno entrambe le camere al novello Ubu. Qualcuno in Curia opterà per il voto pragmatico, qualcun altro si butterà verso Turigliatto, ben consapevole che si tratta di una protesta, nelle ultime ore si è fatta strada l'ipotesi del voto disgiunto, ma sono contrario, con il disastro che verrà non c'entro. Non c'entro.

Fate come me, ingannate i vostri nonni di centrodestra e consigliate loro di indicare un nome sulla scheda, così da farla annullare. E' lecito, ce l'ha insegnato Ubu.

 

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venerdì, 11 aprile 2008

Chi non c'era non può capire

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mercoledì, 09 aprile 2008

Povero JLG

Questa mattina, tanto per cambiare, ero alle prese con dei montaggi di alcune registrazioni digitali, quando, orrore e stupore, mi cade l'occhio su uno spot pubblicitario, una réclame, come dice mia nonna, di un cosmetico di una nota griffe francese. Hanno copiato, o meglio, mimato l'incipit di Le mépris di JLG, tenendo buona anche la musica di Delarue e scimmiottando le domande di BB a Michel Piccoli. Esiste anche una locandina, che, se non altro, cita il film originale...Veltroni docet.

Ma JLG lo sa?

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