Scenari
Questa volta mi limiterò a ricostruire, poiché credo di esser fuori dalla dialettica politica attuale, senza far drammi.
Ora che il governo Prodi II è caduto, in una maniera che rende impossibile un reintegro in squadra dei libdem e di Mastella, Napolitano può scegliere tra diverse opzioni:
1)Voto subito. Dovrebbe sciogliere le camere, cosa che non conviene a quei parlamentari che non hanno ancora maturato i 35 mesi di attività, indispensabili per l'accesso ai privilegi vitalizi. Questa possibilità è fortemente avversata dal PD per una ragione semplicissima: Veltroni ha accettato di fare il segretario a patto di non essere bruciato subito, come accadde nel 2001 con Rutelli. Improbabile.
2)Reincarico a Prodi. E' la disperata richiesta dei Verdi e di Diliberto, al quale il solo pensiero di rivedere Berlusconi al potere fa venire gli incubi la notte. Tuttavia, manca la maggioranza politica in senato. Impossibile.
3)Governo tecnico di transizione per le riforme. Il punto è molto delicato, nel senso che il governo può essere più o meno tecnico. UDC e FI hanno provato a trattare sottobanco col PD, ma qualcosa sta andando storto, forse per le pretese di Veltroni. Bisogna però dargli atto che il suo avvicinamento al centrodestra è stato trasparente e ha trovato (quasi) tutti all'interno del partito concordi. L'UDC è spaccato in tre fazioni, non è una novità: da una parte i berluschini (Giovanardi & Co.), affiancati dagli uomini di potere e d'onore (Cesa, Cuffaro e soci), dall'altra i possibilisti/opportunisti (Casini, tramite le propaggini sinistrorse di Baccini e Tabacci); l'uomo che può metterli d'accordo è Marini. Amato, invece, è molto più gradito a FI, non solo per il suo passato da ultragarantista nei confronti di Berlusconi, peccato che AN e UDC lo trovino troppo laico. La Lega fa quello che dice Silvio. Napolitano non darà mai l'incarico a Letta, troppo compromesso col centrodestra, dipendesse (solo) da lui lo darebbe a Veltroni. Ad ogni modo, più che un problema di alleanze, è una questione di opportunità. Berlusconi ha subito ricompattato il centrodestra, anche se stento a credere che l'UDC stia cadendo nella pericolosissima trappola azzurra, è probabile che l'offerta del boss sia stata molto alta in termini di incarichi. PD e FI hanno tentato di distruggere UDC e UDEUR, ma, non si capisce perché, sul più bello hanno frenato. Mancanza di coraggio o lungimiranza? Il punto è che, a conti fatti, a Silvio conviene governare con Fini alla sua destra più che con gli ex DS a sinistra, c'era solo da riportare all'ordine i democristiani. L'accordo tra FI e UDC potrebbe essere a tempo, nel senso che si presenterebbero uniti come ai vecchi tempi solo nel caso si andasse a votare subito, giusto per andare sul sicuro (i sondaggi veri danno il centrodestra molto più avanti di quanto si dica in giro). La legge elettorale non è poi così al centro dei pensieri dei politici. Pur non essendoci più alcun dubbio sul fatto che è necessario modificarla, oggi questa legge può convenire ai piccoli partiti del centrosinistra e, in ogni caso, è molto difficile che si giunga ad un risultato di pareggio come nel 2006, tale da determinare la paradossale situazione di squilibrio tra le due camere del parlamento. Un governo che vada avanti un anno, come vorrebbe Veltroni, non è un governo tecnico, è un governo più centrista, potenzialmente molto stabile, che permetterebbe al PD di risalire velocemente nei sondaggi. A quel punto sarà indispensabile modificare la legge elettorale in senso maggioritario per dare il colpo di grazia alle estremità, specie a quella a sinistra.
Io resto per il proporzionale puro con sbarramento, per la cassata e il Cannonau.
Fedele alla linea, anche quando non c'è.




