lunedì, 31 dicembre 2007

2007 -------> 2008

Ultimo giorno dell'anno, ci arrivo un po' consumato ma, tutto sommato, decentemente.

Obiettivi per il prossimo biennio: ritornare a casa, vedere più film e leggere di più.

Ultimo film visto: El di Luis Buñuel.

Ultimo album ascoltato: Live at Massey Hall di Neil Young.

Libri da acquistare prossimamente e che mi permetto di consigliare in anticipo: Conversazione in Sicilia di Vittorini, Bouvard et Pécuchet di Flaubert, Discorso su due piedi di Bene e Ghezzi.

Buon anno ai lettori più fedeli, a quelli che conosco di persona e a quelli che non conosco affatto, specialmente a quelli che più spesso mi tirano le orecchie. Con cognizione di causa.

 

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venerdì, 28 dicembre 2007

L'eterno riposo

Il clima da passato remoto mi si confà nello spirito e nel corpo. Dopo un 2006 distruttivo e un 2007 ricostruttivo, questo ennesimo ritorno all'heimat chiude perfettamente un'ellissi teorica, marcando una volta di più la vanità del tutto quanto era in mezzo. Qui c'è poco da fare per definizione, per scelta, è la morte di tutto, la società del capitale non ha ancora dispiegato tutti mezzi di cui è capace per conquistare anche questa fetta di mondo, abbandonato a se stesso con la perseveranza propria di chi ha operato una scelta di vita radicale. E viene tutto così naturale.

Non è tutto oro quello che (non) luccica, la grettezza la fa da padrona, invidie e provincialismi occupano tutto lo spazio possibile, la lotta per la sopravvivenza si manifesta attraverso ciò che si è conquistato e non attraverso ciò che si è meritato, il successo è il costante oggetto di una misurazione che ha per metro di paragone la fortuna e la manovra più che l'impegno. La fine della meritocrazia come nuovo (vecchissimo) mezzo di emancipazione sociale, la ricollocazione nella catena alimentare passa attraverso il sotterfugio e la giusta conoscenza con un'onorevolezza da fare invidia ai santi. In pratica, lode a chi fotte. Certo, almeno mi risparmiano le ipocrisie ambrosiane, a cui mai potrò abituarmi. I tempi sono ancora quelli in cui si ostenta con orgoglio la sporchissima fedina penale di qualche congiunto, avanzo di galera mai redento, bulletto o criminale che sia, sempre e comunque ammirato faccendiere. Nonostante mi tenga a debita distanza da tutto questo, mi viene difficile fare il moralista con soggetti di siffatta pasta, una vile indulgenza si insinua nelle circonvoluzioni cerebrali in cui si annida il mio giustizialismo e guardo con pietà a chi si affanna per emergere dal fango, tirando giù camerati e compagni dalla scaletta d'argilla che si sono costruiti. Qui, nel profondo sud, dove colpe e difetti più facilmente si pagano da sé.

 

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lunedì, 24 dicembre 2007

Benevolentia

Auguro ai pochi e affezionatissimi lettori di ricevere sinceri auguri di buone vacanze.

Chi mi ama mi segua, gli altri si fottano, ora più che mai.

Monsignore

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giovedì, 20 dicembre 2007

Rivoluzione (tecnologica)

Il Cinema di Monsignore sta vivendo un momento di trasformazione tecnologica: cambiano le dotazioni della Curia, si evolvono le tecniche per corredare di sottotitoli i flm, si approfondiscono delle questioni squisitamente tecniche. Dettagli prossimamente.

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giovedì, 20 dicembre 2007
Controtempo

Consapevole di una latitanza inevitabile, rientro per battere un colpo. Impegni nuovi, stanchezza vecchia, cambia la forma, ma non la sostanza della fatica. Rispetto a quello che facevo negli anni scorsi è uno scherzo, non ho dubbi, purtroppo mi rendo conto di non essermi goduto a sufficienza gli anni dell'università, ho studiato troppo e per nulla. Continuo a sostenere brillanti e inutili colloqui, esibisco un farcito curriculum di titoli, premi e pubblicazioni, faccio bella figura per poi sentirmi dire che "a lungo termine non ci sono prospettive" o per farmi proporre stage in luogo di contratti a progetto (pure quelli sono roba rara!), così da esser pagato la metà della metà. Certo, sto meglio di chi ha dieci anni più di me e di colloqui non ne vede nemmeno col binocolo. Nel frattempo ho legato con quello che dovrebbe essere un mio diretto superiore, il livello di confidenza raggiunto è preoccupante, quasi mi pesa sapere della sua vita privata più della moglie, ma non posso certo turarmi le orecchie. Non racconterò nulla del mio luogo di lavoro, in fondo è il solito luogo di lavoro, con le solite dinamiche da luogo di lavoro, con le solite persone che uno si aspetta di incontrare sul luogo di lavoro, banale come è giusto che sia un luogo di lavoro, con la solita mensa da luogo di lavoro: un luogo di lavoro. Già, il lavoro senza il lavoro. Un aspetto positivo è che non corro il rischio di finir brasato come gli operai di Torino, sono persino coperto da un'assicurazione sugli infortuni.
Ho acceso una candela alla lavanda, ho spento le luci, mentre fingo di assopirmi con qualche pretenzioso disco di musica italiana alternativa e cerco di accentuare artificialmente una serenità che mi sembra di aver conquistato quasi casualmente nel corso di quest'anno, mentre faticosamente porto a termine un favore che un amico mi aveva chiesto mesi fa. Oggi ho scoperto che alcuni miei articoli (non di cinema, figuriamoci) sono stati modificati e firmati da un'altra persona, ma mi importa poco. Si trattava di sciocchezze vere scritte bene che ora sono diventate sciocchezze false scritte male, forse più piacevoli e rassicuranti da leggere. Ogni tipo di pubblico ha paura di una sorpresa, tutti vogliono leggere, ascoltare o vedere sempre la stessa cosa, la televisione lo sa bene. La televisione. Ho avuto tempo per litigare volontariamente con qualcuno che ha trovato tempo e fegato per scandalizzarsi delle affermazioni che hanno portato alla nuova cacciata del povero Luttazzi. Ho persino sentito parlare di decoro, la parola più brutta del mondo, il silenzio in nome del decoro, cattolico decoro, in fondo. Meglio pensare al mio personale decoro, cercando di manutenere la fitta tela di superficiali relazioni sociali che sono riuscito ad imbastire, non riesco a star dietro tutti, ma non solo per una questione di tempo, è proprio impossibile, una sorta di senso di nausea è sempre in agguato. Fortunatamente.
Il ritorno a casa per le vacanze religiose è alle porte, ho voglia di tornare, anche se meno dello scorso anno, ma inutile stare qua a rivangare. Attendo l'avvenire e osservo il divenire con fastidio salutare e persistente, insoddisfatto e deluso come sempre, con una rassegnata serenità che un anno fa non avevo. Meglio così.
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sabato, 15 dicembre 2007
26
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giovedì, 13 dicembre 2007
Primi incontri

Ogni istante dei nostri incontri
lo festeggiavamo come un’epifania,
soli a questo mondo. Tu eri
più ardita e lieve di un’ala di uccello,
scendevi come una vertigine
saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio.
Quando giunse la notte mi fu fatta
la grazia, le porte dell’iconostasi
furono aperte, e nell’oscurità in cui luceva
e lenta si chinava la nudità
nel destarmi: “Tu sia benedetta”,
dissi, conscio di quanto irriverente fosse
la mia benedizione: tu dormivi,
e il lillà si tendeva dal tavolo
a sfiorarti con l’azzurro della galassia le palpebre,
e sfiorate dall’azzurro le palpebre
stavano quiete, e la mano era calda.

Nel cristallo pulsavano i fiumi,
fumigavano i monti, rilucevano i mari,
mentre assopita sul trono
tenevi in mano la sfera di cristallo,
e – Dio mio! – tu eri mia.

Ti destasti e cangiasti
il vocabolario quotidiano degli umani,
e i discorsi s’empirono veramente
di senso, e la parola tu svelò
il proprio nuovo significato: zar.

Alla luce tutto si trasfigurò, perfino
gli oggetti più semplici – il catino, la brocca – quando,
come a guardia, stava tra noi
l’acqua ghiacciata, a strati.

Fummo condotti chissà dove.
Si aprivano al nostro sguardo, come miraggi,
città sorte per incantesimo,
la menta si stendeva da sé sotto i piedi,
e gli uccelli c’erano compagni di strada,
e i pesci risalivano il fiume,
e il cielo si schiudeva al nostro sguardo…

Quando il destino ci seguiva passo a passo,
come un pazzo con il rasoio in mano.

A.T.
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mercoledì, 12 dicembre 2007
Krapfen Attack

PROTESTA CONTRO DL SICUREZZA - Gli assalitori con il volto coperto hanno lasciato un volantino di rivendicazione presso la sede del Pd: «Molto poco caro Partito Demokratico, questo è un krapfen attack! In questo 12 dicembre di lutto e di memoria mai sopita (il riferimento è all'anniversario della strage di piazza Fontana del 1969, ndr), siamo qui a ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel 'pacco' sicurezza. Lo avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti e tutte più a nostro agio nella nostra quotidianità di 'produci consuma, crepa'». Il lungo comunicato si conclude così: «Sicure che il vostro simbolo elettorale è una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale. Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla governance di SuperWalter. Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso. 12 dicembre 1969: no alla strategia della tensione. 12 dicembre 2007: no alla strategia della paura».

Dal Corsera online di oggi

Amen
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venerdì, 07 dicembre 2007
Un libro al mese (12)

A cura di Attisani e Dotti - Bene crudele, cattivario di Carmelo Bene, per i motivi di cui qualche post fa.
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venerdì, 07 dicembre 2007
Un disco al mese (12)

U2 - The Joshua Tree, perché compie vent'anni e non mi vergogno di elogiarlo.
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