venerdì, 30 novembre 2007
Tra immaginazione e spirito critico
La prima imita, il secondo crea, ecco perché fantasia può essere sinonimo di merda. Sto imparando molto da Carmelo, anzi, non sto imparando affatto. Sto dando finalmente un nome a percezioni, intuizioni, idiosincrasie di cui non sempre riesco a delineare i controni. Le mie sensazioni sono (quasi) tutte reali, ciò che temo che sia spesso è, se mi sbaglio non è perché sono moderatamente ottimista ma ottimamente moderato. Ho capito che il poeta è cattivo (Moravia), che l'aumento per i dottorandi determinerà la loro sconfitta definitiva, che Wikipedia serve a stabilizzare l'ignoranza e frenare ogni curiosità di approfondimento, voce del "pluralismo d'accatto di quella pattumiera planetaria che è Internet", che la metafisica non esiste, che il teatro deve essere irrappresentabile, che nessuno è più generoso di chi distrugge se stesso, che anche io sono un comunista aristocratico, fuori dalla dialettica storica, che sapere poco è peggio che non sapere nulla.
"Una volta a casa uomini e donne ammireranno i miei scrupoli sull'esistenza, ma non li imiteranno nemmeno per sogno"
Amleto di Laforgue
Non ho più paura di niente e nessuno, il mio unico avversario sono io.
mercoledì, 28 novembre 2007
Sehnsucht ist die einzige Energie (?)
mercoledì, 28 novembre 2007
www.kinokino.it
Libera critica cinematografica finalmente online.
domenica, 18 novembre 2007
Un disco al mese (11)
Bob Dylan - Highway 61 Revisited per ascoltare le origini di tutti gli altri grandi cantautori in The ballad of a thin man
domenica, 18 novembre 2007
Un libro al mese (11)
Nikolaj Vasil'evic Gogol' - Racconti di Pietroburgo, per scoprire che Il naso ce lo siamo immaginato esattamente come quello del corto di Alexeieff, il maestro dell'animazione sovietica.
domenica, 18 novembre 2007
Peter Kubelka a Milano
Un mio piccolo contributo sul prossimo KinoKino. Il grande Peter Kubelka è a dir poco magnetico, conferenze indimenticabili. Fortunato chi c'era.
venerdì, 09 novembre 2007
Ode su un'urna greca
1
Tu, ancora inviolata sposa della quiete,
Figlia adottiva del tempo lento e del silenzio,
Narratrice silvana, tu che una favola fiorita
Racconti, più dolce dei miei versi,
Quale intarsiata leggenda di foglie pervade
La tua forma, sono dei o mortali,
O entrambi, insieme, a Tempo o in Arcadia?
E che uomini sono? Che dei? E le fanciulle ritrose?
Qual è la folle ricerca? E la fuga tentata?
E i flauti, e i cembali? Quale estasi selvaggia?
2
Sì, le melodie ascoltate sono dolci; ma più dolci
Ancora sono quelle inascoltate. Su, flauti lievi,
Continuate, ma non per l'udito; preziosamente
Suonate per lo spirito arie senza suono.
E tu, giovane, bello, non potrai mai finire
Il tuo canto sotto quegli alberi che mai saranno spogli;
E tu, amante audace, non potrai mai baciare
Lei che ti è così vicino; ma non lamentarti
Se la gioia ti sfugge: lei non potrà mai fuggire,
E tu l'amerai per sempre, per sempre così bella.
3
Ah, rami felici! Non saranno mai sparse
Le vostre foglie, e mai diranno addio alla primavera;
E felice anche te, musico mai stanco,
Che sempre e sempre nuovi canti avrai;
Ma più felice te, amore più felice,
Per sempre caldo e ancora da godere,
Per sempre ansimante, giovane in eterno,
Superiori siete a ogni vivente passione umana
Che il cuore addolorato lascia e sazio,
La fronte in fiamme, secca la lingua.
4
E chi siete voi, che andate al sacrificio?
Verso quale verde altare, sacerdote misterioso,
Conduci la giovenca muggente, i fianchi
Morbidi coperti da ghirlande?
E quale paese sul mare, o sul fiume,
O inerpicato tra la pace dei monti
Hai mai lasciato questa gente in questo sacro mattino?
Silenziose, o paese, le tue strade saranno per sempre,
E mai nessuno tornerà a dire
Perché sei stato abbandonato.
5
Oh, forma attica! Posa leggiadra! Con un ricamo
D'uomini e fanciulle nel marmo,
Coi rami della foresta e le erbe calpestate.
Tu, forma silenziosa, come l'eternità
Tormenti e spezzi la nostra ragione. Fredda pastorale!
Quando l'età avrà devastato questa generazione,
Ancora tu ci sarai, eterna, tra nuovi dolori
Non più nostri, amica all'uomo, cui dirai
"Bellezza è verità, verità bellezza", questo solo
Sulla terra sapete, ed è quanto basta.
J.K.
venerdì, 09 novembre 2007
Seconda proposta
Dopo la proposta partenopea (inutile che andate a ravanare nel blog, non ve n'è traccia), stimolante per redditività e prospettive ma da me rigettata perché o sto qui o torno a casa, mi è stata offerta un'altra possibilità di sistemarmi quasi definitivamente. Stavolta il prezzo è la cessione dell'anima al diavolo, un ruolo commerciale al cinquanta percento. Sono combattuto, la pagnotta devo pur portarla a casa, non posso rifiutare tutto, anche se giuro che non ne faccio una questiona etica, è solo che non mi sento adatto. O forse sì, se mi si chiede fumo, sono perfettamente in grado di offrirlo. Sono fatto di fumo, sono Perelà, no? Molto, molto leggero...
giovedì, 08 novembre 2007
Breve conversazione (11)
[...]
Irretito da ciò che non ha nulla a che vedere con la lucidità. Sei una donna rosselliniana. Non è che sei solo irretito dalla passione, secondo me c'è anche una componente di impigrimento...
Magari fosse passione, non è manco passione...
...E rassegnazione (sì, capiscimi, dico passione come opposto di lucidità), è comunque un nulla che vai cercando, non lo sai neanche tu.
Non è un nulla
E che cos'è?
Non lo so, ma non può essere un nulla se continuo a cercarlo.
Invece sì, perché tutti cercano qualcosa e chi è più pigro cerca qualcosa che si trovi più in superficie. Io sono assolutamente convinta che oltre alle tue pesantissime tare ci sia anche un discorso di rassegnazione e pigrizia, ovvio che è stancante seguire certe cose, non ti fermare a credere che non lo sia, capisco la tentazione di non scavare, ma mi sembra un delitto verso se stessi.
Quali sono le mie tare?
Proprio il fatto di non avere desideri veri, di avere solo ossessioni e paranoie, di non amare niente davvero e di languire nell'insoddisfazione.
Perché dici che non amo niente davvero?
Perché la forza di questo "amore" non è tale a spingerti a cercare, studiare, conoscere davvero. Mi viene in mente come sempre Daney: "Conosco perché amo" e non "Amo perché conosco". Ora dovrebbe esserti chiarissimo. Il cinema non è evasione ma invasione, così l'amore.
A pallone so giocare, ma non sono allenato. So cantare, ma ho la gola fottuta. Ho la testa per fare il giusto, ma da qualche parte è guasta.
[...]
Come si mette la sveglia telefonica?
114, credo
Emergenza infanzia!
Mi sarò confuso...
mercoledì, 07 novembre 2007
Nessuno sa dove vivo, nè perché agisco, la fine è figlia dell'anonimato.
A.R.