sabato, 29 settembre 2007
Waterfront
On the banks of a sunset beach
Messages scratched in sand
Beneath a roaming home of stars
Young boys try their hand
A spanish harbouring of sorts
In Catalonian bars
They were pulled from a sinking ship
And saved for last
On the waterfront the rain
Is pouring in my heart
Here the memories come in waves
Raking in the lost and found of years
And though I'd like to laugh
At all the things that led me on
Somehow the stigma still remains
Watch the train steam full ahead
As it takes the bend
Empty carriages lose their tracks
And tumble to their end
So the world shrinks drop by drop
As the wine goes to your head
Swollen angels point and laugh
"This time your god is dead"
On the waterfront the rain
Is pouring in my heart
Here the memories come in waves
Raking in the lost and found of years
And though I'd like to laugh
At all the things that led me on
Somehow the stigma still remains
Is our love strong enough?
D.S.
venerdì, 28 settembre 2007
Birmania libera - Free Burma

Su www.myanmar.com sono reperibili i goffi tentativi del New Light of Myanmar, giornale a servizio della giunta militare, di mistificare la protesta innescata dai monaci, definiti sabotatori e portatori di instabilità ad un paese "prospero e pacifico".
Il Cinema di Monsignore e la Curia tutta augurano a Shwe di fare la fine di Ceausescu e auspicano una rapida transizione a forme di governo realmente democratiche, distinte e distanti dalle politiche imperialiste e neoliberiste degli Stati Uniti.
giovedì, 27 settembre 2007
Mure a dritta
Un precario può ottenere, nella migliore delle ipotesi, un mutuo da 84.000 euro (ennesima cifra ricorrente, roba da Federico II), da rendere agli strozzini in quarant'anni. La somma da restituire ammonterà a 240.000 (duecentoquarantamila) euro, il triplo. Con ottantaquattromila euro a Milano non si compra neanche un box. Tutto questo mentre siamo prossimi ad una brusca virata a tribordo. Mi offrono stage a tempo indeterminato, giusto per farmi abituare all'idea dell'eterno precariato, nell'indifferenza generale di questa società rivoltante. Tutti tacciono perché sono morti.
mercoledì, 26 settembre 2007
(Gli) appunti di chimica generale ed inorganica
1)Realtà
Quante volte mi sono ripromesso di prendere appunti quando mi viene in mente una buona idea da trattenere su supporto digitale o cartaceo? Esattamente le volte che poi quell'idea è andata persa, e non sono poche. Negli ultimi giorni mi è passato un sacco di materiale per la testa e ora sembra svanito nel nulla. Il risultato è sempre il solito, me la prendo con divinità in cui non credo.
[...]
2)Ricordo
Ieri pensavo a quanto io sia affascinato dalla tavola periodica degli elementi, ho persino ripreso a studiarla, mi piacerebbe appenderne una in casa: in camera per trastullarsi o sul frigo per scherzare? Una volta la mia vecchia docente di chimica, la classica professoressa d'altri tempi arpia e molto preparata declamò durante un'esercitazione: "Se non mescolate la soluzione, non può avvenire nulla, le molecole devono incontrarsi per reagire!". Ho sempre mescolato troppo poco.
[...]
3)Fantasia
Ho trovato la pietra filosofale, ma ho dimenticato di trascriverne la ricetta.
lunedì, 24 settembre 2007
L'artigiano
La mia attitudine a svolgere lavori manuali avrebbe dovuto proiettarmi verso una brillante carriera da artigiano, magari da tecnico informatico, mestiere che pratico da sempre, quasi segretamente e anche a domicilio. Tuttavia, sono totalmente incapace di programmare e la mia conoscenza degli applicativi è abbastanza limitata: le mie abilità informatiche si palesano quando metto mano all'hardware, quando tocco la macchina. Monto, smonto, ricollego e riconfiguro con piacere da quando ero bambino, non c'è noia che non abbia risolto, indipendentemente dal sistema operativo. Venerdì scorso un lavoretto di questo tipo mi è stato ripagato con una fantastica antologia di animazione polacca che, ovviamente, ho divorato tra sabato e domenica. Con godimento estremo.
Vorrei fare ciò che mi pare, ma, ve ne prego, non fraintendetemi.
domenica, 23 settembre 2007
Ha tutte le carte in regola
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Ha un carattere melanconico,
beve come un irlandese.
Se incontra un disperato
non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Non gli fa paura niente
tantomeno un prepotente.
Preferisce stare solo
anche se gli costa caro,
non fa alcuna differenza
tra un anno ed una notte,
tra un bacio ed un addio.
Questo è un miserere
senza lacrime.
Questo è il miserere
di chi non ha più illusioni.
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Detesta lavorare
intorno a un parassita,
vive male la sua vita
ma lo fa con grande amore.
Ha amato tanto due donne,
erano belle, bionde, alte, snelle,
ma per lui non esistono più.
È perché è solo un artista
che l'hanno preso per un egoista.
La vita è una cosa
che prende, porta e spedisce.
P.C.
domenica, 23 settembre 2007
Intervista a Jean-Marie Straub e Danièle Huillet
Ve la giro, imperdibile.
sabato, 22 settembre 2007
Canto nomade per un prigioniero politico
In questi giorni è certo autunno giù da noi
dolce Marta, Marta mia
ricordo il fieno e i tuoi cavalli di Normandia,
eravamo liberi, liberi.
Sul muro immagini grondanti umidità,
macchie senza libertà,
ascolta Marta, in questo strano autunno
i tuoi cavalli gridano, urlano incatenati ormai
cosa dire, soffocare, chiuso qui perché...
prigioniero per l'idea, la mia idea perché.
Lontano è la strada che ho scelto per me
dove tutto è degno di attenzione perché vive, perché è vero, vive il vero.
Almeno tu che puoi fuggi via canto nomade
questa cella è piena della mia disperazione, tu che puoi non farti prendere.
Voi condannate per comodità, ma la mia idea già vi assalta.
Voi martoriate le mie sole carni, ma il mio cervello vive ancora... ancora.
Lamenti di chitarre sospettate a torto,
sospirate piano,
e voi donne dallo sguardo altero
bocche come melograno, non piangete
perché io sono nato, nato libero,
libero.
Non sprecate per me una messa da requiem,
io sono nato libero.
V.N.
venerdì, 21 settembre 2007
La silenziosa armonia del tatami
Quella di Yasujiro Ozu, quella che ho provato a descrivere sul nuovo numero di KinoKino.
Chiedetemene copia, se incuriositi.
mercoledì, 19 settembre 2007
Ultimo atto
Ancora qualche giorno e terminerò la mia esperienza nella più importante (!) università d'Italia, nella più famosa e rinomata accademia per lo studio delle discipline economiche del nostro paese. In realtà, Mon voleva mandarci me, perché lui non se la sentiva, all'inizio non era in condizione, troppo disordine ovunque, troppi pasticci. Io avrei dovuto fare le sue veci, affrontare quel pezzo di mondo che lo stava consumando, che stava per finirlo, avrei dovuto raccontare, nascosto nella corazza del dandy dalle spalle larghe quello che lui non avrebbe avuto la forza di raccontare. Invece, come quasi sempre in questi casi, le cose hanno preso una piega diversa. Dopo aver affidato a me il timone del galeone, proprio nel momento in cui sembrava destinato ad arenarsi su una secca non segnalata sulle carte, il vecchio Mon si è riavuto, si è rialzato tramortito e si è chiesto quello che si chiedeva quando da ragazzino era ancora troppo piccolo per partire titolare con le giovanili della squadra di calcio del suo paese: "Ma perché non gioco io?". E si è messo a giocare lui, come al suo solito, lunghi momenti di torpore e qualche buona giocata, pigre passeggiate in mezzo al campo alternate a qualche incursione nell'area avversaria. Il puro piacere di giocare, anche male, fregandosene del risultato. Io l'avevo avvisato, in quel modo non si vince niente di importante, almeno niente di ciò che gli altri considerano importante, al massimo ci si fa la fama di tipo bislacco, di elemento alternativo, magari pure un po' antipatico, e lui, sapete cosa mi ha risposto? "Ho sempre avuto bisogno di fare un po' di teatro per essere credibile, mi basta la credibilità". D'altra parte, non sono che un suo personaggio. Il 21 settembre si chiude un'altra fase. Già, proprio il 21 di settembre, questo sì che è teatro. Sipario.