martedì, 31 luglio 2007
Cambio tono (su molteplice richiesta) ovvero gli itinerari di un cinefi(g)l(i)o

Per non (ri)cadere nel necrologio trito e lamentoso, faccio un passo indietro di qualche anno. Poteva essere il duemiladue, periodo in cui la Curia viveva con infantile entusiasmo la scoperta del cinema dei due colossi scomparsi ieri. Ricordo ancora benissimo come una delle prime riflessioni fu "Ma il cinema può essere anche così?". Io che fino ad allora ero abbastanza nauseato da quanto mi era capitato di vedere in televisione o al cinema nel corso degli anni, seppur convinto delle potenzialità del mezzo cinematografico, decisi di erudirmi e scoprire. Credo di aver visto in quel periodo Il grido di Michelangelo Antonioni. Mi piacque da morire, pur nell'impossibilità di cogliere molti dei dettagli formali e linguistici di cui tutta la sua produzione era costellata, un po' per immaturità, un po' per ignoranza. Ero lo spettatore medio, insomma, solo lievemente più curioso. Beninteso, lo sono anche oggi, ma con molto più allenamento sugli occhi. Sostenevo fortemente la pari dignità del cinema rispetto a tutte le altre arti, ma non ne conoscevo né le forme né i contenuti. Diventare cinefilo per un ragazzotto del sud era un'impresa, la forza della curiosità doveva essere necessariamente dirompente, ma andava sostenuta. Avevo sentito parlare di Ingmar Bergman, conoscenze da Settimana Enigmistica e qualche racconto di mia madre che, da ragazza, lo aveva amato. Vidi Il settimo sigillo durante l'estate, una cassetta doppiata in italiano, su richiesta di un mio amico. Coinvolgemmo tutta la Curia di allora e i consociati e, come si poteva prevedere, le reazioni furono molto discordanti. Non dimenticherò mai un commento fantozziano: "Non proponetemi più film di Bergamo!" - la città o l'ex designatore arbitrale? "Mi sono rotto i coglioni!". "Bergman, non Bergamo!" Ma il mio amico fece finta di non capire e preferì dissacrare. Emotivamente molto più vicino allo svedese che all'italiano, sono stato educato, anche umanamente, da entrambi, dai loro film. Non sarei quello che sono oggi senza di loro, ieri ho perso due nonni a cui volevo molto bene. Certo, la morte può essere a colori, purché sia in Technicolor.
by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
martedì, 31 luglio 2007
Adieu (29/9/1912  -  30/7/2007)

Sembra che tutti stiano scegliendo il momento giusto per uscire di scena, come se l'onestà del loro sguardo fosse ormai fuori dal tempo.

Le sue domande rivelano di lei molto più di quanto le mie risposte rivelino di me
da Professione: reporter

La costernazione e una profonda sensazione di solitudine mi paralizzano, non possiamo neanche renderci conto di cosa abbiamo perso in meno di ventiquattro ore.

by Monsignore81 | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:
lunedì, 30 luglio 2007
Adieu (14/7/1918  -  30/7/2007)

Mi aveva avvicinato al cinema
La sua onestà
I colori di Sussurri e grida
Le soggettive di Fanny e Alexander
Bibi Andersson ne Il settimo sigillo
L'introduzione di Liv Ullmann in Sarabanda, le sue aspettative ("Sarò spietato, questo è il mio ultimo film")
Harriet Andersson e Ingrid Thulin
La sua posizione nei confronti della religione (i porci della San Paolo tacciono)
Il tristo mietitore, anche quello sbeffeggiato dai Monty Python
Sjostrom ne Il posto delle fragole
I suoi primi film e le affinità con Marcel Carné
Max von Sydow ne La fontana della vergine
Le origini e il teatro
La forma, il linguaggio
Non ha eredi



by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
domenica, 29 luglio 2007
Appunti per un film su Monacizzo (3)

Sono già diventato il sito dove più di ogni altra parte reale o virtuale del mondo compaia il nome di Monacizzo. Nel titolo non potrà comparire (pretese di universalismo?). Non basterà una stagione, avrò bisogno almeno di una rivoluzione (solo astronomica?) completa del pianeta. L'antropologia non è possibile, anche per una questione di tempi, è possibile il saggio. In questo caso, a che pro e su cosa focalizzarmi? Volti in successione sufficientemente lenta da imprimersi, niente psichedelia deliberata, le Variazioni Goldberg sono un ottimo accompagnamento (registrazione del 1955, Glenn Gould). Finale su schermo nero. Lungo.
by Monsignore81 | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:
domenica, 29 luglio 2007
La speranza

Al mio ritorno, trovare un'immensa voragine al posto della città. Corpi celesti, pensateci voi ad esaudirmi.

P.S. Hinterland incluso...





by Monsignore81 | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:
domenica, 29 luglio 2007
Le influenze (2)



Sans soleil, Chris Marker, 1983
by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
domenica, 29 luglio 2007
Le influenze



No quarto da Vanda, Pedro Costa, 2000
by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
domenica, 29 luglio 2007
Lo struscio nel lido

Passeggiare, ma sarebbe più appropriato pattugliare, per i percorsi guidati di Campomarino, lido le cui strade sono state battezzate principalmente con nomi di scrittori illustri, quelli della scuola gentiliana, per intenderci, di navigatori più o meno fortunati, di piante e alberi non necessariamente identificabili nella flora locale, è un'attività che lascia il tempo che trova, lo spreca e non lo soddisfa. E, forse, non (mi) basta più. Anche quando il pattugliamento si trasforma in guardia - è importante che nessuno tocchi la seggiola di plastica su cui si posa il deretano - il risultato non cambia. Sciami di giovinastri a loro modo tirati a lucido danno luogo ad un misero festival del cattivo gusto, penoso più che irritante. Tutti si compiacciono di fare la stessa identica cosa ogni sera e, coerentemente, si dispiacciono se non la fanno. Me compreso. Vado a timbrare il cartellino come un dopolavorista qualunque, assumo la mia dose di stronzate, ricambio con un pizzico di amara ironia che quasi mai viene colta, do la sbagliata impressione di preferire la putrida Milano al Salento e torno, triste e scontento esattamente come prima, a casa per ubriacarmi di confortevoli tecnologie. Incapace di trovare stimoli in siffatta realtà, quasi condannato a godersela (!), talvolta rincitrullito da questo stile di vita, non faccio che portare a galla i miei conflitti, riemersi perché irrisolti, irrisolti perché mai affrontati realmente. L'alcol è un'ottima risposta, ma è transitoria, la morfina non elimina realmente il dolore né la facoltà di percepirlo e, in ogni caso, non esiste sostanza esogena che interagisca con il nocciolo della questione. Bisogna star male per stare bene, è un classico, lo dice persino mio nonno, ma è una consolazione troppo magra, specie se si considera che è frequente il pensiero di ottundermi irreversibilmente proprio per smettere di sentire quel male che fa bene. Invidio l'esigua pena dello stolto, la sua (non) scelta di essere (in)felice, di restare all'ombra del mostro che mi tocca guardare ogni giorno in faccia, per le strade, negli occhi di chi non sopporto, di chi è perduto, di chi non è libero, in quella parte di cervello in cui il sentimento dell'odio lambisce quello della pena, poco distante da quello del ribrezzo. Se perderò (ho già perso?) davvero in affidabilità e coerenza, vi prego, abbattetemi. E gettate la carcassa da qualche parte nella campagna maruggese o dove vi pare, purché dalle mie parti. A Milano non devono restare neanche le mie ceneri.
by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
sabato, 28 luglio 2007
L'osteria

Il miglior ristorante della provincia, ma non lo sa quasi nessuno. Ora hanno preso ad andarci i cosiddetti VIP. Se dovessero comparire nel film, vorranno essere pagati?
Nota: evitare di trasformare il film in uno spot pubblicitario per persone fisiche o giuridiche.



by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
giovedì, 26 luglio 2007
Appunti per un film su Monacizzo (2)

Non perturbare il sistema. Tenere buona la curiosità dello scienziato.
by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria: