martedì, 29 maggio 2007
Taranto ovvero La riconciliazione

Io sono nato a Taranto. Non l'ho mai amata, ci ho vissuto pochissimo, ci vivono tanti miei parenti che non mi mancano affatto, non saprei per quale qualità tesserne le lodi. Non è una brutta città, nonostante sia invivibile (se la gioca con Catania per l'ultimo posto nelle classifiche di qualità della vita). Per anni è stata governata da un lestofante buzzurro di nome Giancarlo Cito, banditello fascista, proprietario di una televisione locale che ha dato il nome alla lista con cui si candidava e con cui ha candidato il figlio alle ultime elezioni amministrative. Inutile evocare parallelismi. Passato Cito, che è stato anche in galera, è arrivata una tal Di Bello, sostenuta, manco a dirlo, da Forza Italia, partito che ha fatto dell'illegalità la sua fortuna. La morte della coscienza civile: città commissariata per un buco di bilancio dell'ordine di molte centinaia di milioni di euro, frutto di veri e propri furti approvati dal consiglio comunale, sotto forma di premi, incentivi e maggiorazioni delle retribuzioni.
Si contenderanno la poltrona di sindaco il candidato dei DS e quello di Rifondazione. Il candidato comunista è stato il mio pediatra. Ha l'occasione di curarmi di nuovo, di guarirmi dal malato rapporto che ho con la mia città natale.
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martedì, 29 maggio 2007
Canne(s) (2)

Uno dei cinque nomi da me indicati come possibili vincitori a Cannes ha portato a casa un premio. Naomi Kawase, a detta di Petit Chevalier, è una regista di talento, ma non è il motivo per cui ha vinto, poiché nessuno l'avrà capita. Avevo puntato su di lei per l'amore per l'esotismo, tipico del festival di Cannes.





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domenica, 27 maggio 2007
Cartoline da Leopoli

Mi è persino capitato di prendere un treno notturno da Bratislava per recarmi a Presov, cittadina situata nella Slovacchia più orientale, non lontano dal confine con l'Ucraina. Tre italiani e un'amica slovacca in uno scompartimento da sei di un treno lento e cigolante, il viaggio non poté certo dirsi confortevole. Nostri compagni di viaggio, due individui, un uomo e una donna, dai tratti slavi e dall'atteggiamento mite. Lui disegnava incessantemente su un piccolo blocco per schizzi, lei lo osservava, sonnecchiando. Nel frattempo, a due o tre scompartimenti di distanza dal nostro, avevano cominciato a levarsi strani rumori, grida e risate sguaiate, i soliti ubriaconi slovacchi, pensavamo. Mentre la nostra amica tentava di tradurci gli sviluppi della discussione, uno di noi decise di spegnere la luce dello scompartimento, evidentemente terrorizzato dall'idea di ricevere la visita degli avvinazzati. Scelta inutile. Ci fermammo ad una stazione dal nome impronunciabile, la polizia, avvertita dal capotreno, salì sulla vettura. I toni della discussione si fecero più aspri e l'allegra combriccola si trasferì sul corridoio, ad un passo da noi. La nostra amica ci spiegò che i ragazzi avevano tentato di corrompere la polizia, ma sono ancora oggi convinto che fu la polizia a chiedere dei soldi per stracciare il verbale, che, a quanto pare, avrebbe avuto delle ripercussioni sullo stato occupazionale dei ragazzi, secondo le severe leggi slovacche in materia di ubriachezza. I due slavi che sedevano affianco a noi erano atterriti. "Russi di merda" - furono apostrofati - "Russi di merda, tornatevene nel vostro paese di merda", l'aria si stava scaldando. Fosse dipeso dalla polizia, avrebbero lasciato esplodere la rissa, la presenza di noi italiani spinse i due agenti ad evitare incresciose conseguenze e ritennero opportuno sedare gli animi. Passato il momento di paura, i due slavi ci apparvero di colpo molto più rilassati e quasi riconoscenti. Mi regalarono delle cartoline che raffiguravano cattedrali ortodosse, provenivano dalla città di L'vov, in Ucraina. Mi ci vollero due settimane per capire che si trattava di Leopoli.
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sabato, 26 maggio 2007
L'ours

Le grand ours est dans sa cage,

Il s'y régale de miel.

La Grande Ourse est dans le ciel,

Au pays bleu des orages.

Bisque ! Bisque ! Bisque ! Rage !

Tu n'auras pour tout potage

Qu'un balai pour ton ménage,

Une gifle pour tes gages

Et un singe en mariage.

R.D.
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mercoledì, 23 maggio 2007
Dirty Three

La Curia in trasferta al Transilvania per il concerto dei Dirty Three. Grande prova di Ellis, sempre più santone caveiano e sempre più somigliante a Cristo.
Ore piccole e vita intensa. E tanta voglia di ricominciare...Abusiva.

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domenica, 20 maggio 2007
I piaceri della carne

Su tutti, un bicchiere di buon vino rosso.
Sapeste quanta ne ho arrostita...

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domenica, 20 maggio 2007
Quando una cosa la si trova perfetta, non si dovrebbe abbandonarla mai

da Rebecca, Alfred Hitchcock
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sabato, 19 maggio 2007
Pollice verde e cucchiaio d'argento

Avete presente il classico matto liberato da un ospedale psichiatrico, isolato dal resto del mondo, affaccendato in attività banali e ripetitive, tecnicamente molto semplici ma che richiedono pazienza e dedizione, con  quell'inquietante sorriso infantile tipico dei serial killer, mite e tenero, pigro intellettualmente e lentamente iperattivo? Tale era il mio aspetto in questi giorni, mentre scoprivo che per il cactus nano e il peperoncino ornamentale sul balcone non c'era più nulla da fare. Ho tentato di rianimare il cactus, ma devo aver esagerato con l'acqua: la sua mollezza e la presenza di muffa pulsante su un fusto non più succulento non gli hanno lasciato scampo. L'ho cestinato con noncuranza, senza cercare di ricordare di quale evento continuasse ad esser memoria. Stessa sorte è toccata al peperoncino, rinsecchito ma dai frutti ugualmente gradevoli all'occhio e nocivi alla digestione. Prima di far sparire il cadavere, ho aperto un paio dei grossi peperoncini superstiti e ne ho interrato i semi nello stesso vaso in cui l'intera pianta era sopravvissuta per mesi. Ho subito rimpiazzato quell'altro ricordo di qualcosa che è futile ricordare con del basilico, un atto pragmaticamente riparatore, sensato nella sola soddisfazione che sono riuscito a trarre. Sembra aver attecchito, l'ho visto riconquistare una posizione quasi eretta e dar luce ad una decina di foglioline nuove. Alcune mi sono servite per il ragoût alla bolognese, in un colpo solo ho aromatizzato un intingolo e mondato una pianta a cui spero di aver allungato la vita. Mentre mi facevo largo tra foglie vecchie e nuove del mio basilico, la grande scoperta: decine di piccolissime neonate piantine di peperoncino ornamentale hanno colonizzato i centimetri quadrati di terriccio tutt'intorno al basilico; foglioline scure e turgide rette da fusti ancora nascosti nella torba mi hanno immediatamente posto la questione dello spazio e della convivenza. In un vero e proprio delirio di onnipotenza, mi sono potuto compiacere del fatto che sarò io a decidere chi lasciar sopravvivere e chi far soccombere. Non ho alcuna intenzione di rinunciare a sughi e salse profumati, forse comprerò un altro vaso. Sarebbe un gesto molto poco pragmatico a meno che non decida di assaggiare i peperoncini indigesti.
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venerdì, 18 maggio 2007
Scandalo nella comunità dei pedofili: preti tra loro

http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl6939.phtml

Splendido ritratto del vostro amato papa criminale.

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giovedì, 17 maggio 2007

Breve conversazione (7)

[...]

Ahaha...E cosa ti aspettavi? Non mi dire che sei stupito!

Ovvio che no. Ma un certa sensazione di fastidio, quella è legittima...

Ma fammi il piacere, come fai ad inquadrare così lucidamente una persona e poi sorprenderti dei suoi atti e misfatti?

Ti dico che non ne sono sorpreso...

Parli di delusione...Vuol dire che avevi delle aspettative, no?

Va bene, elimina la parola delusione, parliamo di conferma avvilente, allora...

E ne avevi bisogno? Vuoi che ti ripeta di che genere di persona stiamo parlando?

No...

E' un atteggiamento così stereotipato che sembra finto, non cascare dalla nuvole. Sei insopportabile quando fingi di essere un coglione...

Il fatto che probabilmente io lo sia mi rende più sopportabile?

Ma smettila...E poi "lo ha fatto per dimenticarti"...ahahah....

Non è mica una balla, anzi, ora tutto ciò che farò io sarà per "dimenticare"...Ahahah...

Sei un miracolato, caro il mio Mon...Ma dove cazzo eri finito?

Sì, però non farmi pare la parte del reduce, la odio (sorriso beffardo)...Una volta nella vita sarà anche lecito impazzire, no? (sorriso da paraculo)

In tutta franchezza, agli occhi di tanti sembravi un rincoglionito, nessuno ti riconosceva più, nessuno poteva credere che tu non vedessi tutto quel porcile

Tirarsi fuori dalla merda è più difficile di quanto tu creda, specie quando ti abitui al suo odore...

Faresti meglio ad ammettere tutta la tua consapevolezza...

Non posso, non mi sembra la verità.

Quanto ti sbagli...

Quanto mi sono sbagliato...

Ti va una pizza?

Al salame piccante, meglio che mi bruci la lingua...

Bentornato tra noi.

Posso far finta di non essermene mai andato?

E no...Per me una coca in lattina...

Una rossa piccola...

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