lunedì, 26 febbraio 2007

Giobbe 3 (Ebbene sì, signori)

1 Dopo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; 2 prese a dire:
3 Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: «È stato concepito un
uomo!».
4 Quel giorno sia tenebra,
non lo ricerchi Dio dall'alto,
né brilli mai su di esso la luce.
5 Lo rivendichi tenebra e morte,
gli si stenda sopra una nube
e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno!
6 Quel giorno lo possieda il buio
non si aggiunga ai giorni dell'anno,
non entri nel conto dei mesi.
7 Ecco, quella notte sia lugubre
e non entri giubilo in essa.
8 La maledicano quelli che imprecano al giorno,
che sono pronti a evocare Leviatan.
9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo,
speri la luce e non venga;
non veda schiudersi le palpebre dell'aurora,
10 poiché non mi ha chiuso il varco del grembo materno,
e non ha nascosto l'affanno agli occhi miei!
11 E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
12 Perché due ginocchia mi hanno accolto,
e perché due mammelle, per allattarmi?
13 Sì, ora giacerei tranquillo,
dormirei e avrei pace
14 con i re e i governanti della terra,
che si sono costruiti mausolei,
15 o con i principi, che hanno oro
e riempiono le case d'argento.
16 Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
o come i bimbi che non hanno visto la luce.
17 Laggiù i malvagi cessano d'agitarsi,
laggiù riposano gli sfiniti di forze.
18 I prigionieri hanno pace insieme,
non sentono più la voce dell'aguzzino.
19 Laggiù è il piccolo e il grande,
e lo schiavo è libero dal suo padrone.
20 Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore,
21 a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più di un tesoro,
22 che godono alla vista di un tumulo,
gioiscono se possono trovare una tomba...
23 a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio da ogni parte ha sbarrato?
24 Così, al posto del cibo entra il mio gemito,
e i miei ruggiti sgorgano come acqua,
25 perché ciò che temo mi accade
e quel che mi spaventa mi raggiunge.
26 Non ho tranquillità, non ho requie,
non ho riposo e viene il tormento!

La Bibbia

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lunedì, 26 febbraio 2007

Dopo ogni guerra...

...un nuovo ordine. O lo stesso caos di prima.

 

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lunedì, 26 febbraio 2007

Le donne al potere di Johnny Guitar

Nicholas Ray, agile pseudonimo dell’architetto Raymond Nicholas Kienzle, è stato uno dei registi hollywoodiani più importanti del dopoguerra e i suoi film e la sua estetica influenzarono un’intera generazione di registi europei: su tutti Jean-Luc Godard, da cui viene spesso citato nei suoi film, e Wim Wenders, coregista della sua ultima opera, Lampi sull’acqua (Lightning over water, 1980), in cui si fa riprendere nel momento della sua morte. Indubbiamente vicino ai canoni del cinema classico hollywoodiano, fu amante del melodramma e collaboratore del Group Theatre di New York, il collettivo che si ispirava alle istanze di recitazione naturalistica definite da Stanislavskij.

[...]

Momenti in cui si sfiora il melodramma (Vienna che pensa alla morte stringendo tra le mani una corda) si alternano a scene di sparatorie, sangue e risse, nella barocca rappresentazione del più equilibrato tra i copioni.

[...]

La recensione completa, come d'abitudine, sull'ultimo numero di KinoKino.

Monsignore

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domenica, 25 febbraio 2007

E' così difficile...

...non servirsi della gente? E' così difficile non trasformare un rapporto in uno sfruttamento?

 

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sabato, 24 febbraio 2007

La crisi (d'identità) del governo

Non venitemi a dire che la rinuncia ai Dico sono il prezzo dello (sconsiderato?) atto di due senatori di Rifondazione. Non venitemi a dire che D'Alema non è stato più arrogante del solito, minacciando la conclusione anticipata della legislatura qualora non avesse avuto l'appoggio di tutta la maggioranza sulle questioni di politica estera. Prodi e seguaci guardavano al centro da tempo, Follini è più sexy degli amici irrequieti di Bertinotti e, soprattutto, tutto questo rafforza chi ritiene sempre più necessaria la costituzione del Partito Democratico. L'astensione dell'UDC nella votazione che ha aperto la crisi di governo mi fa pensare ad un segnale lanciato alla sinistra riformista, una mano tesa, un invito a liberarsi di quei rompiscatole della sinistra radicale, caduti nella trappola dell'ideologismo. Ovvio che l'idea di riconsegnare il paese alle destre mi fa rabbrividire, ma dov'è la vera discontinuità con il precedente governo? Rifinanziamento delle missioni di "pace", allargamento della base americana a Vicenza, sostegno alle operazioni militari in Afghanistan proprio nel momento in cui si parla di una nuova offensiva per eliminare le ultime sacche di resistenza talebana da parte degli Stati Uniti, non sono affatto compensate dal ritiro delle truppe in Iraq, operazione condotta seguendo programmi di guerra e non sostenuta da alcuna scelta politica. Che Prodi vada avanti, perché in questo momento non c'è nulla di meglio, ma spostare tutto più al centro, vantandosi della rinuncia alla formalizzazione di fondamentali diritti civili è un passo indietro. La stabilità pagata col sangue e col bigottismo. E poteva pure andare peggio.

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sabato, 24 febbraio 2007

Pochi ma buoni

Così ieri è stato suggellato il rientro di Monsignore, il miracolato, nell'intellighenzia cinefila milanese, con amicizia. A margine di una fantastica serata su Luzzati e Gianini, artisti-artigiani del cinema d'animazione sperimentale, dopo una birra al cocco, equa e solidale. Proprio nel giorno in cui vengo a sapere degli insulti dell'altro mondo. Che mi scivolano addosso, miei cari pauvres cons. Come dissi tempo fa, chi mi ama mi segua, gli altri si fottano. Oggi più che mai.

 

by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
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martedì, 20 febbraio 2007

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lunedì, 19 febbraio 2007

Isolamento

Meglio star da soli piuttosto che continuare ad osservare lo scempio. Bloggers, mi fate tutti schifo quante le vostre nobili pose. Forse ha ragione Mon quando dice che l'unica via per purificarsi è autodistruggersi, forse anche questo blog fa schifo esattamente come gli altri. Qualcosa accadrà.

Martin Gala

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sabato, 17 febbraio 2007

Félicitations

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venerdì, 16 febbraio 2007

De André ha fallito (Sinistra radicale, dove sei?)

I suoi testi, ormai sulla bocca di tutti, soprattutto di chi li usa per purificarsi, non hanno più alcun significato. Inutile ascoltarlo, inutile parlarne, inutile ricordarlo. Anche le sue parole si sono trasformate da vittime in carnefici, sono l'arma che hanno tutti i neobenpensanti (tutti rigorosamente di sinistra!) per sentirsi parte del mondo radicale. Va molto di moda tra i critici di Prodi (che lo rivoterebbero senza esitazione) farsi portavoce di un'alternativa a sinistra che non rappresentano. Il tipico radicalfantoccio italiano è cittadino di una qualche grande città del nord, di media cultura interamente ostentata lasciante intendere che ve n'è una parte non profusa, estremamente narcisista, ama definirsi romantico, attribuendone un significato che piace all'ascoltatore e che, quindi, può cambiare in funzione delle necessità. Inoltre, ama dialogare con (raramente) uomini e (spesso) donne di scarsa cultura e/o intelligenza ma smaniose di nobilitare il proprio fango emotivo davanti alla lezioncina di colui che hanno incoronato come maestro. Sono buoni scrittori, discreti affabulatori, talvolta melensi, altre volte fintamente caustici, ripetono più volte al giorno di essere sensibili al punto tale da convincere se stessi e gli altri di esserlo davvero. E, ovviamente, adorano il povero Fabrizio De André. "Il paladino degli ultimi", "Il poeta", "L'anarchico (???)", "Il più grande cantautore italiano" e ciò che conta non è tanto che questi impegnativi appellativi siano veri, ma l'averli pronunciati, il che sottindende "Lui è un grande uomo e io sono come lui, perché mi piace pensarla come lui". Autoassoluzione, insomma. Il radicalfantoccio ama fare proclami che egli stesso definirebbe eversivi, salvo collocarsi, alla dura verifica dei fatti, in quella larga fetta della popolazione italiana dei moderati brontoloni che si zittiscono con un po' di pane e figa e che quando è terminato il delirio si sentono felici, avendo depurato le loro coscienze con qualche salmo preserale, magari pubblicato sul loro sberluccicante blog. Vanno all'aperitivo con gli amici (frequentemente di destra o, al massimo, come loro), ordinano il loro mojito, si lamentano della musica troppo alta e della presenza dello zucchero semolato al posto di quello di canna, flirtano con la migliore amica, mentono e chiedono menzogne e giocano allo stesso gioco di coloro contro cui hanno blaterato qualcosa poche ore prima di sedersi su comode poltroncine di rattan, strofinando i loro culi pelosi (come quelli di tutti, ma loro i peli credono di nasconderli indossando mutande in microfibra) su cuscini di gommapiuma orrendamente decorati. Gozzovigliate sui resti di De André e ruttate con potenza, ché tutto il mondo vi possa sentire, tanto la vostra fonazione suona come una sordida e incomprensibile emissione di versi gutturali alle mie orecchie. E non mi sento affatto meglio.

by Monsignore81 | commenti | commenti (popup)
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