mercoledì, 08 luglio 2009
Questo blog contesta la politica oscurantista del governo

Se qualcuno crede di poterci mettere il bavaglio, sta proprio fresco. Alcuni preti sostengono che la verità non abbia bisogno di tutele, ma noi non ci fidiamo lo stesso, meglio non rischiare. La Costituzione non è stata ancora abrogata, perciò difenderemo con ogni mezzo la libertà di espressione. Gli italiani si accorgeranno anche di questo nuovo fascismo, dolce e populista, ma ancora più ipocrita e malefico. La prossima rivoluzione dovrà essere mediatica.

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martedì, 30 giugno 2009
Come back
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domenica, 07 giugno 2009
Quelli come noi (inno ufficiale del Cinema di Monsignore)
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sabato, 06 giugno 2009
Lamento per la morte di Pasolini
 
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giovedì, 04 giugno 2009
I racconti della conversione - parte I

In questi giorni ho ricostruito la storia della mia idiosincrasia per tutto ciò che riguarda il trascendente. Facevo la seconda elementare e un mio compagno di classe, un tipetto con il gusto della provocazione, forse fin troppo retorico per la sua giovanissima età, mi comunicò che al pomeriggio sarebbe andato al catechismo. Senso di smarrimento. Vale a dire? Che cazzo era il catechismo? Glielo chiesi candidamente, provocando profondo sconcerto in lui, che, terrorizzato, scappò dalla maestra ad annunciare la venuta dell'Anticristo: "Martin non va al catechismo!!". La maestra si fece carico del processo di evangelizzazione e contattò direttamente il parroco per riportarmi sulla retta via. Nel giro di pochi giorni fui introdotto nel fantastico mondo delle Opere Parrocchiali, lessi la scritta sbiadita sul portone di un vecchio palazzo del centro storico del mio paese. Tre maestre, mi ci volle poco a capire di chi si trattava, benché palesassero considerevoli difficoltà nell'esprimersi, mi circondarono e si giocarono ai dadi le mia vesti. "Lo prendo io!", sentenziò la più forzuta delle tre. E mi trascinò con sé. Trovai buffa l'idea di ritrovare i miei compagni di scuola frullati in sezioni differenti. Facevo impazzire la mia maestra, consideravo il catechismo il luogo dove tutto mi era concesso. E agivo di conseguenza. Fino a quel momento, l'unico punto di contatto con la religione era stato mia nonna. Ogni volta che veniva a trovarci, mi obbligava a visitare i morti al cimitero. E quella volta che le chiesi di portarmi alla Festa dell'Unità, perché mi incuriosiva molto più dei morti, si rifiutò categoricamente, adducendo la motivazione che "quelli" avrebbero un giorno preso la mia casa. A quattro anni, quindi, sentii parlare per la prima volta di abolizione della proprietà privata. E, in cuor mio, pur essendo molto piccolo, avevo già scelto.

[continua]
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giovedì, 21 maggio 2009
Politicamente corretto

1. Franceschini sostiene che Berlusconi vada comunque battuto politicamente, al di là dei suoi carichi pendenti. Io penso che vada sconfitto culturalmente, la leva forcaiola è solo un trattamento sintomatico necessario. Non lo si può considerare "il capo dell'altra coalizione": non va legittimato. Altrimenti cosa si sono liberati a fare di Veltroni?

2. Mi piace che Fini si rimangi tutto sul fascismo, difenda le istituzioni e si erga a baluardo della laicità in mezzo ai galoppini di Berlusc*ni. A quando la rottura definitiva? Il contrappeso è inutile, sia coerente fino in fondo.

3. La Lista Anticapitalista e Sinistra e Libertà non potevano, mio malgrado, presentarsi sotto un unico cartello alle europee: le differenze sono inconciliabili, i primi confluirebbero in Sinistra Europea, i secondi si dividerebbero tra Verdi, PSE e SE. Insomma, giusto morire ognuno per conto proprio.

4. Vendola ha sbagliato a mandare a fare in culo Gasparri. Avrebbe dovuto precisare che è un coglione, seraficamente. Mi piace fantasticarlo: "Caro Gasparri, lei è un coglione" oppure "Gasparri, è davvero coglione!" o "Io penso che lei sia un emerito coglione". E avrebbe dovuto sostenerlo con la stessa convinzione con cui Berlusc*ni dà del comunista a chiunque. Sdoganiamo l'insulto, l'offesa, è l'ultimo tabù della politica.

5. Spero che Di Pietro sbanchi. Che sottragga voti a chiunque, soprattutto a Lega e PD. Spero che un giorno diventi Presidente del Consiglio e faccia Travaglio Ministro della Giustizia. Anche se non lo voterò.

6. Volo, Chiambretti, Fazio e, soprattutto, Jovanotti non mi piacciono. Per niente. Sono furbi, ambigui e profondamente reazionari.

7. Almeno parte di Confindustria schifa ancora Berlusc*ni, giustamente considerato un parvenu. Il classico atteggiamento di chi sottovaluta il pericolo.

8. C'è un problema serio in Italia, di cui si parla troppo poco: la crisi che sta traducendo in disoccupazione il precariato. Gli industriali ringraziano Marco Biagi, i lavoratori, disorientati, non capiscono perché mai dovrebbero votare PD. Giustamente.

9. A pochi giorni dalle elezioni, il sultano ha pensato bene di rimettere a posto Rai1. Una via di mezzo tra Stalin e de Gaulle.

10. Il paese sta diventando sempre più xenofobo. Un mio amico di colore ha trovato un cartello con scritte razziste davanti alla propria abitazione, oltre ad un esplicito invito a fare le valigie e andare via. Lui fa il signore, io sono pronto a giustificare atti di violenza contro i leghisti.
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giovedì, 14 maggio 2009
Appunto

Con una tale mancanza di gente coesistibile come c'è oggi, cosa può fare un uomo di sensibilità, se non inventare i suoi amici, o quanto meno, i suoi compagni di spirito?
F.P.
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martedì, 12 maggio 2009

Siberia - CIL giorno (Certo le circostanze non sono favorevoli. E quando mai?)

Ma Monsignore era partito alla ricerca del freddo. Mi racconta che i fisici devono essersi sbagliati, quando hanno stabilito che caldo e freddo hanno a che fare con la temperatura. A Mosca, nel frattempo, si è sparsa negli uffici del ministero, quello che aveva rifiutato di finanziare il Cinema della Steppa, la voce della presenza di una piccola comunità culturale, formata da "studiosi delle arti e della scienza", espressione che ha piegato in due dalle risate Mon e Esenin. La prossima settimana, infatti, un delegato del ministero sarà inviato a Verchojansk per una missione di routine, ufficialmente. In realtà, pare che sia stato incaricato di stendere un dettagliato rapporto sulle attività di Mon e dei suoi amici. Il colpo più grande, mi scrive Mon, sarebbe ottenere, oltre a una "certificazione di rispettabilità", anche un contributo statale. "Dobbiamo dimostrare di essere innocui, nascondere la nostra antipatia per Putin, negare di aver incontrato una delegazione dell'Associazione Radio Libere e smantellare provvisoriamente la stazione da cui trasmettono un paio di attivisti legati all'associazione". L'Italia non gli manca, ha ora in mente solo Verchojansk, con i suoi ghiacci e i suoi disagi.

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sabato, 09 maggio 2009
Breath
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sabato, 02 maggio 2009
Rainy night in Soho

 
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